Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Studenti colligiani a Corleone per "LiberArci dalle spine della mafia"

COLLE DI VAL D'ELSA. Un laboratorio didattico sulla legalità e sulla partecipazione attiva che si è chiuso con una significativa esperienza nei campi di lavoro di Corleone, sui terreni confiscati alla mafia. E’ questo, in sintesi, il progetto che ha coinvolto gli studenti del liceo psicopedagogico “San Giovanni Bosco” e dell’Istituto “Cennino Cennini” di Colle di Val d’Elsa, insieme alle docenti Serena Cortecci, Elisabetta Pieri e Luisa Zambon.
L’iniziativa è stata portata avanti dalle due scuole colligiane insieme al Comune di Colle di Val d’Elsa, all’Arci e all’associazione Libera. Il laboratorio didattico, nato per sviluppare negli allievi una partecipazione attiva e consapevole alla cittadinanza e una conoscenza più approfondita delle istituzioni locali, si è sviluppato in tre fasi: nella prima, i ragazzi hanno visitato il Palazzo comunale di Colle di Val d’Elsa e hanno conosciuto da vicino i servizi offerti al cittadino; nella seconda, hanno incontrato gli operatori attivi sul territorio nella lotta contro l’illegalità, dall’Arci all’Associazione Libera, e hanno partecipato, attraverso lo strumento della satira e della grafic novel, all’iniziativa sui fumetti antimafia che si è svolta nei mesi scorsi a Poggibonsi.
Il progetto, poi, ha visto il suo epilogo nelle scorse settimane, con la partecipazione al progetto “LiberArci dalle spine della mafia”, a Corleone. Le prime due fasi del progetto hanno coinvolto 40 studenti delle classi 2° AP e 2° BP del liceo psicopedagogico “San Giovanni Bosco” e 18 allievi dell’Istituto “Cennino Cennini”, mentre l’esperienza a Corleone ha visto protagonisti 12 allievi della classe 2°AP e 6 della 2° BP del liceo psicopedagogico, accompagnati dalle docenti Serena Cortecci ed Elisabetta Pieri.

Durante la settimana di permanenza a Corleone, i ragazzi hanno lavorato nelle terre confiscate alla mafia – aiutando la Cooperativa sociale “Lavoro e non solo”, che da molti anni lavora per recuperare queste terre un tempo proprietà di boss mafiosi – ma hanno vissuto anche momenti di confronto e di riflessione negli incontri con Giuseppe Coppola, dirigente della Tenenza della Guardia di Finanza di Corleone; Dino Paternostro, dirigente della sezione della Camera del Lavoro di Corleone che ha parlato dell’impegno delle donne nella lotta alla mafia; il sindaco di Corleone, che ha conferito loro la cittadinanza onoraria; il vice questore; un responsabile della Asl locale che ha parlato dei progetti di reinserimento sociale. I ragazzi, poi, hanno visitato la sede di Telejato, tv locale, e luoghi simbolo come la “Casa Memoria” di Peppino Impastato e l’albero dedicato alla memoria di Falcone, per ricordare la strage di Capaci. Al termine dell’esperienza, i ragazzi hanno redatto anche un diario e brevi resoconti dei loro incontri che testimoniano la lezione di storia, civiltà e legalità che ha segnato la loro esperienza a Corleone.

[banner_mobile]