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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Si rovescia autocisterna: grave l’autista. Sversamento nell’Elsa

L'incidente sulla SR 429, non ancora note le cause del sinistro. Ipoclorito di sodio nel fiume e moria di pesci

SAN GIMIGNANO. Nei pressi di Badia a Elmi, intorno alle 8 di questa mattina (14 marzo), un’autocisterna carica 30mila litri di ipoclorito di sodio al 18 per cento si è rovesciata sulla strada mentre percorreva al SR 429 in direzione di Poggibonsi. L’uomo alla guida, P. S. nato del 1981, residente nel milanese, ha riportato ustioni diffuse per la fuoriuscita del liquido trasportato.

Sul posto sono intervenute due squadre dei Vigili del Fuoco, la Polizia municipale di San Gimignano e Poggibonsi ed una pattuglia dei Carabinieri di Poggibonsi. L’uomo è stato trasferito con l’elisoccorso all’ospedale di Pisa e ricoverato nel reparto ustionati per le cure del caso. Le sue condizioni sono considerate gravi ed i medici si sono riservati la prognosi.

Il mezzo è stato sequestrato; la Polizia municipale di San Gimignano si è occupata dei rilieivi e della ricostruzione della dinamica dell’incidente.

L’intervento dell’Arpat per lo sversamento nel Botro delle Rote e nell’Elsa

Gli operatori del Dipartimento ARPAT di Siena sono stati attivati dai Vigili del Fuoco, attraverso la sala operativa della protezione civile, a seguito del ribaltamento dell’autocisterna. Raggiunto il luogo dell’emergenza, hanno subito provveduto a verificare se lo sversamento accidentale della soluzione corrosiva avesse interessato i corsi di acqua presenti nelle vicinanze. Nel frattempo, tramite la sala operativa, si era provveduto ad avvertire il gestore del Servizio Idrico Integrato della zona interessata per la verifica dell’eventuale presenza di punti di approvvigionamento di acque potabili poste nelle vicinanze del luogo dell’incidente.
Nel corso degli accertamenti è stato rilevato che il liquido corrosivo, attraverso la scarpata e le fosse campestri adiacenti, era giunto fino al Botro delle Rote e successivamente nel fiume Elsa, dove aveva provocato una moria di pesci soprattutto di piccola taglia. La moria dei pesci è compatibile con l’effetto tossico della soluzione di ipoclorito di sodio, dovuto principalmente alle sue proprietà corrosive per la forte alcalinità (pH circa 12) e, purtroppo, il rapido sversarsi del liquido, non ha permesso di evitare che lo stesso raggiungesse il corso d’acqua.
Gran parte del liquido sversato è stato tuttavia assorbito dal terreno, dove ha avuto un effetto ossidante sulle sostanze organiche presenti; in merito si fa presente che la candeggina per uso domestico è lo stesso tipo di prodotto con una concentrazione tra il 5 e il 10% di ipoclorito.
Gli operatori ARPAT hanno verificato, nel corso della giornata, al termine delle operazione di messa in sicurezza dell’autocisterna, con prove in campo che, sia nelle acque del Botro delle Rote che in quelle del fiume Elsa, per l’effetto di diluizione, il pH era tornato a valori normali. La soluzione sversata rientra nella categoria dei prodotti pericolosi, è tuttavia un forte ossidante che, reagendo immediatamente con le sostanze organiche con le quali viene a contatto, non persiste nell’ambiente.

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