Per l'uso consapevole delle tecnologie da parte dei minori: buone pratiche nate dal basso
SAN GIMIGNANO. Il percorso per la costruzione dei Patti Digitali di comunità di San Gimignano avviato nei mesi scorsi, segna un importante traguardo. Dopo gli incontri del progetto “Genitori 2.0 – Connessi sicuri”, promosso dal Comune con l’Istituto Comprensivo “Folgòre da San Gimignano” ed Educyber, sono stati presentati, nei giorni scorsi, i contenuti dei Patti digitali condivisi da genitori, insegnanti e rappresentanti della giunta per accompagnare bambini e ragazzi nell’utilizzo consapevole di strumenti digitali con regole comuni, responsabilità condivise e buone pratiche educative. Un traguardo importante che ha visto i genitori, all’interno del progetto comunale, auto organizzarsi per scrivere in modo collegiale i patti per poi condividerli con la scuola.
“San Gimignano – affermano il sindaco, Andrea Marrucci, e l’assessora alle politiche giovanili, Daniela Morbis – è il primo Comune della Valdelsa e tra i primi della provincia di Siena a investire nei Patti digitali di comunità. Presto saranno pubblicati anche sul sito nazionale www.pattidigitali.it, dove sono raccolte le esperienze di tutti i Comuni impegnati. La presentazione dei Patti digitali di comunità – aggiungono Marrucci e Morbis – conferma il valore del percorso che il Comune ha avviato insieme a genitori e insegnanti. Non si tratta di un semplice elenco di divieti calato dall’alto, ma del frutto prezioso di un vero e proprio percorso di partecipazione dal basso. Per questo vogliamo sottolineare e dare merito all’enorme lavoro svolto dai genitori in questi mesi. Genitori che si sono messi in gioco in prima persona, che si sono confrontati apertamente e che hanno dedicato tempo, riflessione ed energie per costruire regole e buone pratiche condivise. È grazie a questo intenso lavoro di squadra e di partecipazione attiva che possiamo aiutare bambini e ragazzi a vivere l’innovazione digitale con maggiore consapevolezza, responsabilità e sicurezza”.
“Il percorso dei Patti Digitale di Comunità – affermano i componenti del gruppo dei genitori che ha lavorato sul documento – rafforza la collaborazione fra scuola, famiglie, istituzioni e territorio per promuovere un uso più equilibrato e consapevole delle tecnologie digitali da parte di bambini e ragazzi. Il recente incontro con le insegnanti ha confermato la volontà di lavorare insieme su un tema centrale per la crescita delle nuove generazioni. Siamo convinti che solo attraverso una collaborazione stabile fra tutti i soggetti coinvolti sia possibile accompagnare i ragazzi e le famiglie nelle sfide del digitale, valorizzando le opportunità offerte dalle tecnologie e promuovendo un utilizzo sano e responsabile”.
Non demonizzazione, ma uso consapevole. I contenuti dei Patti digitali di comunità sono rivolti a bambini e ragazzi che frequentano la scuola primaria e quella secondaria di primo grado, con la consapevolezza che gli strumenti digitali incidono sulla vita quotidiana, sulle relazioni, sull’apprendimento e sul benessere dei più giovani. Per questo serve non demonizzare, ma favorire in ogni sede e in ogni contesto un uso consapevole degli strumenti.
I temi per la scuola primaria. Per la scuola primaria, il Patto digitale richiama l’importanza di evitare la consegna dello smartphone personale in questa fascia di età scolare; favorire una formazione condivisa per bambini, famiglie e scuola; accompagnare gradualmente l’utilizzo degli strumenti; prestare attenzione al codice PEGI che classifica i videogiochi in base all’età; promuovere la navigazione in rete con la presenza di un adulto e incoraggiare un uso creativo e consapevole delle tecnologie.
I temi per la scuola secondaria. Per la scuola secondaria di primo grado, il documento mette al centro la definizione di limiti chiari nell’utilizzo degli strumenti digitali con una sorta di “patto digitale di famiglia”; la trasparenza dell’uso tecnologico da parte dei minori almeno fino ai 14 anni; la formazione all’uso consapevole delle tecnologie con percorsi per famiglie, insegnanti e ragazzi; un approccio inclusivo senza escludere chi non ha dispositivi personali e il ruolo importante della comunità educante coinvolgendo associazioni e realtà del territorio, oltre al consiglio di non introdurre lo smartphone personale prima dei 13 anni.
I prossimi passi. Il Patto digitale di comunità è nato come uno strumento vivo e aperto. I prossimi passi previsti sono la pubblicazione del Patto sul sito nazionale www.pattidigitali.it; il coinvolgimento di altre associazioni del territorio e la promozione di un progetto POF (Piano dell’Offerta Formativa) dedicato alla formazione e alla presentazione del Patto a tutta la comunità. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il gruppo dei Patti digitali di San Gimignano scrivendo a pattidigitalisangimignano@gmail.com.




