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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Nuova “primavera” per le opere di difesa storiche

Importante intervento conservativo realizzato dal Consorzio sugli affluenti del Canale Maestro, con finanziamenti regionali

VALDICHIANA.  Con la loro presenza per secoli hanno difeso la sicurezza di un vasto e popolato territorio, caratterizzandone il paesaggio.

Poi, complice il tempo e l’usura, hanno cominciato a mostrare segni di degrado evidenti, profondi e irreversibili: sintomi di un “malanno” grave che richiedeva di essere affrontato in modo serio e approfondito.

E’ nata così la terapia d’urto realizzata con finanziamenti regionali.

Nel comune di Sinalunga, in provincia di Siena, il Consorzio 2 Alto Valdarno ha messo mano al restauro della Botte dell’Esse Secco, che si sviluppa lungo il raccordo autostradale Siena-Bettolle: un manufatto del 1878  (come dimostra la targa), voluto e realizzato, insieme ad altre opere, dal Granducato di Toscana per la bonifica della Valdichiana.

Da oltre 140 anni, con la sua struttura voltata a botte, incanala le acque del  Baregno, che passa al di sotto dell’Allacciante di sinistra.

Ed è proprio sul lato in uscita del torrente che i tecnici consortili congiuntamente ai tecnici del Genio Civile Valdarno Superiore, in seguito a periodici sopralluoghi,  hanno riscontrato una situazione di degrado grave, sia sul piano strutturale che architettonico.

La pioggia battente, la risalita dell’acqua per capillarità, l’aggressione biologica provocata da muschi, licheni e radici, insieme al continuo passaggio dei mezzi agricoli, infatti, hanno finito per lesionare la sua parete datata.  

Il  consolidamento e il restauro della “botte”,  insomma, risultava ormai non più rinviabile, anche per mettere in sicurezza il transito pedonale, carrabile e di mezzi agricoli sull’attraversamento in uscita del Baregno.

Così, con i fondi messi a disposizione dalla Regione Toscana, si è aperto e concluso il cantiere che ha consentito di coniugare passato e presente, di salvaguardare  storia ed efficienza.

L’intervento ha puntato a “riciclare”  i materiali antichi, smontati attenzione, custoditi, ripuliti e successivamente rimontati, sotto la stretta sorveglianza della Sopraintendenza Archeologica, insieme a quelli nuovi, per rafforzare la struttura.

Dopo la demolizione del vecchio paramento murario, ormai marcescente, il Consorzio ha provveduto ad inserire quello nuovo con fondazioni più moderne ed efficienti e alla posa  in opera di un parapetto in ferro verniciato, restaurando, consolidando e pulendo le porzioni da recuperare.

“Il nostro impegno – ha spiegato il Presidente Paolo Tamburini – è stato di restituire, con un investimento di 40 mila euro, nuova vita e funzionalità ad  opere di difesa antiche, di elevata importanza idraulica e di grande pregio storico: gli interventi conservativi realizzati dal Consorzio con finanziamenti regionali tendono a migliorare e a  valorizzare il ruolo svolto dal Canale Maestro e dai suoi affluenti”.

“Si tratta – spiega il Sindaco Riccardo Agnoletti – di un intervento che riteniamo fondamentale per il nostro territorio. Un’opera di straordinario pregio storico che va ad ampliare quella che ormai è un’offerta integrata di fruizione del nostro territorio a cui si rivolge sempre più un numero significativo di turisti e visitatori attenti e sensibili”.

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