Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Non solo matematica… poesia, giornalismo e arte circense tra le ore di lezione

Settimana della Flessibilità alla media Marmocchi, cinque giorni per una esperienza unica tra le scuole media della Toscana. L'entusiasmo degli studenti

POGGIBONSI. Giornalismo, poesia, testi di canzoni. E anche arte circense, creazione di maschere, musica. Sono alcuni dei laboratori ai quali hanno partecipato gli studenti della scuola media Marmocchi dell’Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi.

Recupero, potenziamento, sviluppo di attitudini e inclinazioni. Si è trattato delle lezioni che hanno caratterizzato la Settimana della Flessibilità, unico esempio tra le scuole medie della Toscana. «Dopo il primo quadrimestre – commenta la dirigente del Comprensivo, Manuela Becattelli – la scuola ha proposto una settimana di fermo didattico nella quale i docenti hanno proposto laboratori finalizzati a promuovere il successo formativo degli alunni con attività indirizzate verso tre direzioni precise. Ovvero, approfondimento delle eccellenze, recupero per italiano, matematica e inglese, sviluppo di attitudini e inclinazioni».

Una settimana di sperimentazione. A spiegare il funzionamento dell’iniziativa è la responsabile della media Marmocchi, Marina Cesani. «Tutto questo è stato possibile grazie a una flessibilità di spazi e tempi per classi aperte che ha comportato per la scuola uno sforzo organizzativo notevole, ma che rappresenta l’unica possibilità per realizzare questa tipologia di interventi». I ragazzi, divisi in piccoli gruppi, si sono spostati nelle varie aule per seguire le lezioni. «I docenti e gli alunni – continua Cesani – hanno visto sconvolto il loro normale orario scolastico, hanno utilizzato spazi diversi dalle loro aule ed incontrato docenti che non sono i loro normali professori di classe. Ma la flessibilità didattica ha permesso di sviluppare nelle varie discipline temi particolari e specifici, finalizzati all’acquisizione di competenze secondo anche quanto previsto dalle nuove norme nazionali in materia scolastica». Per mettere in atto tale sperimentazione, «si sono utilizzate diverse forme di linguaggio – continua la dirigente Becattelli – e privilegiato quello non verbale a favore di linguaggi visivi come il cinema. Ma anche quelli simbolici e artistici e gli allievi sono stati indotti alla riflessione sulle difficoltà incontrate e stimolati a fornire suggerimenti e contributi personali».

Perché la Settimana della Flessibilità. Tra gli obiettivi della Settimana della Flessibilità, la partecipazione attiva e la collaborazione tra alunni anche di classi diverse per far sì che l’esperienza diventi un’occasione formativa ed educativa forte, in grado di sviluppare l’esercizio dell’autocontrollo e del senso di responsabilità, di far riconoscere le proprie inclinazioni, di consolidare l’autonomia e le capacità organizzative, nel rispetto delle attitudini e dei ritmi di apprendimento personali.

La soddisfazione degli alunni. Per quanto riguarda i ragazzi, la Flessibilità è stata accolta con molto entusiasmo. Hanno visto positivamente questa settimana come risulta da una indagine fatta sulle classi seconde. «Mi è piaciuta molto, si stava con altri compagni, si imparavano cose nuove», e «ho fatto i potenziamenti e così ho rafforzato le mie conoscenze», ma anche «mi è piaciuta perché si dà la possibilità di recuperare a chi ne ha bisogno». C’è stato anche chi ha sottolineato di essersi «riposati un po’ dallo stress», ma a prevalere nei commenti è sempre l’aspetto dell’apprendimento. «Una settimana impegnativa ma efficace. Abbiamo avuto un po’ più di libertà», e anche «mi è piaciuta molto perché ha permesso di lavorare più intensamente dividendoci secondo le nostre capacità».

Esperienza da ripetere e da migliorare. Ad aprile la Settimana della Flessibilità si ripeterà. «Terremo conto dei suggerimenti che ci sono arrivati degli insegnanti, in particolare sul piano dell’organizzazione e della condivisione, in quanto vogliamo migliorare l’esperienza e renderla un punto qualificante del nostro Ptof», conclude la dirigente Manuela Becattelli.

[banner_mobile]