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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Monteroni d’Arbia, si intitola “C’era una svolta” il progetto di teatro di comunità

Un progetto intergenerazionale che utilizza il linguaggio teatrale per raccontare la memoria condivisa del territorio

MONTERONI D’ARBIA.  Si intitola “C’era una Svolta” il progetto di teatro di comunità promosso dal Comune di Monteroni d’Arbia e finanziato dalla Regione Toscana che punta ad attivare un processo di narrazione collettiva e intergenerazionale, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio immateriale e la memoria condivisa del territorio. Il progetto, che coinvolge il centro culturale e ricreativo Le Vele, nasce dalla volontà di utilizzare il linguaggio teatrale come strumento di coesione sociale, ascolto, espressione e riconoscimento identitario, con laboratori condotti ogni lunedì dalle 10 alle ore 11:30 presso la sede del Centro Le Vele da professionisti del teatro sociale e che si concluderà poi con una performance finale che racconterà memorie personali e collettive legate al paese, agli eventi storici e alle tradizioni locali.

“Un progetto importante che unisce il dialogo intergenerazionale alla valorizzazione della nostra storia – commenta il sindaco di Monteroni d’Arbia Gabriele Berni – con l’obiettivo di accrescere il senso di appartenenza con la nostra comunità. Il teatro, in questo contesto, si configura come uno strumento efficace di espressione, consapevolezza e relazione, capace di sostenere la socialità, contrastare l’isolamento sociale e contribuire alla trasmissione della memoria. Per questo mi sento di ringraziare la Regione Toscana per l’importante riconoscimento e il Centro Le Vele per aver sposato questa iniziativa che ha portato a far conoscere alle giovani generazioni tante testimonianze del nostro passato”

“”C’era una Svolta” è un progetto molto importante per la nostra comunità, perché punta a creare percorsi duraturi di partecipazione e collaborazione tra istituzioni, cittadini e realtà associative locali – sottolinea l’assessora alla cultura Giulia Timitilli – Con questo progetto intendiamo non solo ridurre la distanza tra generazioni apparentemente distanti ma, grazie alla testimonianza di persone che hanno contribuito a far crescere il nostro paese, vogliamo contribuire a far conoscere il nostro passato. Le persone coinvolte nella performance possono sentirsi parte attiva della nostra società rievocando ricordi del passato e creando nuove memorie ed esperienze”

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