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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Magma Lab ad Abbadia San Salvatore: successo di un laboratorio sperimentale d’arte

La manifestazione ha garantito oltre 15 ore di attività continuative, tra performance musicali e audiovisive, installazioni, mostre, produzioni dal vivo e momenti di discussione su stati alterati di coscienza, fragilità, dipendenze

ABBADIA SAN SALVATORE – Si è conclusa il 2 maggio la prima edizione di MAGMA LAB, l’evento che ha trasformato il Parco della Rimembranza di Abbadia San Salvatore (Siena) in un laboratorio a cielo aperto dedicato alla sperimentazione tra musica, arti visive e pratiche di confronto sociale. Nonostante il clima poco favorevole e alcune complessità organizzative legate al debutto, la manifestazione ha comunque garantito oltre quindici ore di attività continuative, tra performance musicali e audiovisive, installazioni, mostre, produzioni dal vivo e momenti di discussione su stati alterati di coscienza, fragilità, dipendenze e dinamiche relazionali contemporanee. 

Il progetto si è sviluppato come uno spazio di produzione attiva più che come evento di intrattenimento, con una forte attenzione alla creazione in tempo reale. Artisti provenienti da percorsi e nazionalità differenti hanno attivato collaborazioni spontanee e contaminazioni tra linguaggi sonori e visivi, trasformando il parco in un ambiente di lavoro condiviso e non in un semplice palcoscenico. Il programma musicale articolato in una decina di performances si è sviluppato in forma volutamente trasversale e ibrida, attraversando metal, progressive, plunderphonics, drum and bass, rock, improvvisazione, industrial, noise, mashup e breakcore, in un percorso sonoro pensato come campo aperto più che come sequenza di generi. Vogliamo leggere il bilancio dell’esperienza non attraverso i numeri, ma attraverso la tenuta dell’esperimento collettivo: uno spazio temporaneo capace di sottrarre, anche solo per alcune ore, il pubblico alla logica della fruizione mordi e fuggi e delle classificazioni proposte da un algoritmo, rallentando il tempo dell’ascolto e della percezione.

Per i promotori, il valore del progetto risiede soprattutto nella possibilità di restituire al Parco della Rimembranza una funzione temporaneamente alternativa, trasformandolo in un melting pot culturale autonomo dove musica, arte e socialità convivono fuori dalle logiche del consumo mainstream. Un dispositivo che, attraverso la pratica artistica, ha cercato di attivare attenzione, curiosità e confronto su temi complessi, senza ricorrere a semplificazioni. L’esperienza si chiude lasciando una traccia sul territorio e confermando un modello fondato sulla partecipazione attiva e sulla ricerca condivisa. MAGMA LAB guarda già ai prossimi sviluppi, con l’intenzione di tornare a intervenire sullo spazio pubblico con nuove proposte ancora più radicali, rumorose e difficilmente ignorabili.

Roberto ‘Tato’ Nocci

Fotografie di Francesco Baiocchi>

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