Francesco Fabbrizzi RADICOFANI. Di seguito l’ontervento del sindaco Fabbrizzi sulla vicenda Logimer.
“Vedere l’incertezza negli occhi dei miei concittadini è il peso più grande per un sindaco. Dietro la vertenza della Logimer (marchio Acqua & Sapone) di Piancastagnaio non ci sono solo numeri o sigle aziendali, ma le vite di 56 lavoratrici e lavoratori — molti dei quali figli della nostra Radicofani —, che oggi temono per il proprio futuro. Sono persone che hanno scelto di restare qui, di costruire famiglie e di far vivere la nostra comunità. Per loro, il lavoro non è solo un reddito: è il diritto di esistere e di abitare le terre in cui sono nati.
Come amministratori, non possiamo accettare che logiche industriali di pura convenienza, figlie dell’acquisizione da parte del Gruppo Cesar, trasformino un sito produttivo sano in una desertificazione occupazionale. Lo smantellamento del magazzino non colpirebbe solo Piancastagnaio, ma anche Radicofani e altri Comuni tra l’Amiata, la Val d’Orcia e la parte confinante della Tuscia.
La stessa idea di Toscana diffusa, diventata legge regionale, si fonda su un principio invalicabile: uguali possibilità per tutti, che si viva in una grande città o in un paese di confine. Se crolla il lavoro nelle aree interne, crolla l’idea stessa di una regione unita e solidale. È con questa fermezza che apprezzo e sostengo l’iniziativa dei parlamentari Emiliano Fossi, Marco Simiani e Silvio Franceschelli, i quali hanno portato la questione al centro del dibattito nazionale con un’interrogazione, rispettivamente, a Camera e Senato. Non chiediamo assistenza, ma una politica industriale seria, che tuteli competenze logistiche di alto livello e che imponga responsabilità sociale a chi acquisisce realtà del nostro territorio.
Radicofani sarà in prima fila in ogni mobilitazione, pronta al confronto ma inflessibile sulla tutela dell’occupazione. Saremo al fianco dei sindacati e dei colleghi sindaci, perché il lavoro è il cuore pulsante dei nostri paesi. Difendere la Logimer significa dire, con forza, che il nostro territorio non è marginale e che il futuro delle nostre famiglie non è in vendita”.




