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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Il “punto Nutella” di San Gusmè

San Gusmé (Foto di Andrea Pagliantini)

CASTELNUOVO BERARDENGA. Si ha tutti in mente un grande ippopotamo azzurro, il mulino nella zona di Chiusdino dotato di ruota, o il logorio che comporta la vita moderna.

Divertente notare come l’uso di un luogo a scopo commerciale provochi
una risonanza e una visita di curiosi per ammirare dal vivo quanto visto
in televisione su un barattolo di crema di nocciole.

Non comporta molta curiosità contemplare una strepitosa Annunciazione affrescata da Pietro Sorri o la vista del campanile che ispirò una poesia del Premio Nobel Eugenio Montale, le mura e la storia (a partire dagli Etruschi) di un luogo carico di vicende importanti e di un
paesaggio che è un distillato di romanticismo.

A suo modo vince una branca della Pop – Art che conduce persone a
muoversi per vedere un luogo magari visto cento volte, ma che non si era
mai notato.
A distanza di trent’anni dall’uscita nelle sale del film “Io ballo da
sola” c’è ancora un folto pubblico che cerca il Leccione di Nebbiano, la Villa di Geggiano o quel podere al centro della storia perso fra le vigne cardinalizie e d’oro di Brolio.
E’ un muoversi che nasce e parte da punti di vista diversi: dall’emozione di una sceneggiatura, dalla regia o dall’interpretazione di un attore… dalla mercificazione di un paesaggio.

San Gusmè è luogo di pace, arte e contemplazione: a breve gli abitanti
si metteranno in moto con la loro fantasia del riuso per pavesare il
paese di addobbi originali per le feste, un altro buon motivo per girare
nelle stradine e piazze del paese.

C’è una vita che scorre in simbiosi con le stagioni, la forza e il numero delle ore illuminate dal sole.
Cene, pranzi, feste che culminano con l’omaggio al “Luca” ai primi di
settembre, l’apertura nel fine settimana – o a richiesta – della Chiesa della Compagnia, le varie iniziative della Pro Loco.

Arrivare a San Gusmè per “Il punto Nutella” o per gli Etruschi… basi di
partenze diverse, ma se conduce a sedersi su una panchina panoramica e rigenerarsi con la nobiltà del paesaggio intorno, ogni motivo di visita diventa un punto alto.

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