Incontro pubblico promosso dai Comuni, dalla Asl e dalla SdS. Capacità attrattiva, qualità e sicurezza clinica per un Punto Nascita che guarda al futuro
L’iniziativa è stata promossa dai Comuni dell’Alta Valdelsa (Casole d’Elsa, Colle di Val d’Elsa, Poggibonsi, San Gimignano, Radicondoli), insieme a quelli di Monteriggioni e Castellina in Chianti, dalla Asl Toscana Sud Est e dalla Società della Salute Alta Valdelsa. Presenti la sindaca di Poggibonsi Susanna Cenni, presidente della Sds Alta Valdelsa, Marco Torre, direttore generale della Asl Toscana Sud Est, Grazia Campanile, direttrice dell’Ospedale di Campostaggia, Angelo Cardiello, direttore U.O.C. Pediatria e Neonatologia, Gabriele Centini, direttore U.O.C. Ostetricia e Ginecologia, Federica Marini, Direttrice U.O.C. Anestesia e Rianimazione, Chiara Voltolini, responsabile Consultorio familiare Alta Valdelsa, Corrado Tonelli, direttore infermieristico Ospedale e Zona Distretto, Chiara Nencioni, responsabile ostetrica Percorso Nascita, Laura Tattini, direttrice della SdS e della Zona Distretto Alta Valdelsa dell’Asl Tse, i sindaci dei Comuni promotori.
Grazie al contributo dei relatori è emersa la capacità del polo materno-infantile di coniugare l’innovazione tecnologica con il calore umano tipico di un presidio territoriale, garantendo continuità assistenziale lungo tutto il percorso: dal consultorio alla preparazione, fino al reparto e alla nascita. Centrale è stato il tema della formazione, del know-how e della organizzazione dello staff medico e infermieristico per rafforzare la sicurezza clinica, fondamentale soprattutto nella gestione delle emergenze. Fra le novità in programma vi sono l’introduzione del cesareo dolce e dei visori da inserire nel percorso di rilassamento e preparazione al parto, ma anche l’apertura di due nuovi letti per ricoveri pediatrici. Sul fronte infermieristico vi è l’apertura dell’ambulatorio di medicina complementare in ostetricia e il rooming-in, mentre è in programma a livello di consultorio l’ampliamento dell’offerta di accompagnamento alla nascita fatto dalle ostetriche (piccole pance, dietista, piscina…) con il potenziamento dell’ambulatorio per allattamento e l’ampliamento del servizio di accoglienza.
“Abbiamo voluto fortemente questo momento – sottolinea la sindaca Susanna Cenni – per rimettere in fila fatti, numeri e la volontà condivisa di continuare a lavorare affinché Nascere in Valdelsa resti un’esperienza caratterizza da qualità, sicurezza, possibilità di scelta per le donne. C’è un grande lavoro di squadra che integra ogni giorno le competenze e le professionalità di tante figure coinvolte nel percorso nascita, ci sono tante novità in programma e in definizione, a partire dall’apertura del Consultorio nella nuova Casa di Comunità. Il polo materno infantile è un’eccellenza straordinaria per il territorio, con una storia importante su cui occorre andare avanti con determinazione per qualificare ulteriormente. Lo facciamo all’unisono con tutte le istituzioni coinvolte e la piena consapevolezza da parte di tutti e tutte del valore di questo presidio in cui continueranno a nascere bambini e bambine”.
“All’ospedale di Campostaggia – dichiara Marco Torre, direttore generale della Asl Toscana Sud Est – c’è un vero e proprio sistema che accompagna i futuri genitori e accoglie i nascituri nel migliore dei modi. Le figure professionali coinvolte sono tante, ma alla base c’è un’idea di integrazione che assicura qualità e continuità nell’assistenza. Viviamo in un contesto di calo demografico diffuso, e questo ci spinge a rafforzare ancora di più il nostro impegno per assicurare la sicurezza e la qualità delle cure. Per questo dico : nascere a Campostaggia fa bene ai bambini, alle mamme e anche ai babbi”.
“La nostra missione è dimostrare che sicurezza clinica e libertà di scelta non sono in contrapposizione, ma sono le due facce della stessa medaglia – dichiara Grazia Campanile, direttrice dell’Ospedale di Campostaggia – Come Punto Nascita di 1° Livello inserito in una rete regionale d’eccellenza, offriamo protocolli rigorosi, una Patologia Neonatale potenziata e la garanzia di un Pediatria H24. Allo stesso tempo, restituiamo alla donna il ruolo di protagonista del proprio parto, assicurando sia il percorso fisiologico che l’accesso alla partoanalgesia per chiunque ne faccia richiesta”.
“Nascere a Poggibonsi significa godere dei benefici di un’organizzazione e di un’accoglienza da Ospedale Amico delle Bambine e dei Bambini con riconoscimento UNICEF – dichiara Angelo Cardiello, direttore U.O.C. Pediatria e Neonatologia – il tutto in piena sicurezza per la presenza di una guardia attiva h24 di ginecologi, ostetriche anestesisti e pediatri neonatologi con un’attenzione particolare per la gestione delle emergenze ostetriche e neonatali. Questo grazie alle competenze del personale acquisite in anni di esperienza, a frequenti corsi di rianimazione e simulazione neonatale e pediatrica organizzati dall’Azienda TSE ed alle esercitazioni nella nostra struttura svolte dal personale come piano di lavoro con l’ausilio di manichini tecnologici. Inoltre la nostra strumentazione e le conoscenze tecniche consentono un’adeguata stabilizzazione del neonato critico. Infine l’indispensabile collaborazione con strutture di livello superiore per le cure intensive compresa nel concetto di rete neonatale, fornisce ulteriore sicurezza in quei pochi casi all’anno che potrebbero averne bisogno”
“In un contesto nazionale in cui la denatalità sfiora il 7 %, Campostaggia ha registrato un calo del 2,7% confermando virtuosismo e attrattività – dichiara Gabriele Centini, direttore U.O.C. Ostetricia e Ginecologia – Questo momento storico, che coinvolge tutta la nazione, deve servire come momento di ristrutturazione. Come anticipato durante l’incontro, gli sforzi fatti in questa direzione, sia a livello ospedaliero che territoriale, sono numerosi: dal riammodernamento del percorso di accompagnamento alla nascita, alla implementazione dei servizi di controllo del dolore in travaglio fino alla acquisizione di nuovi strumenti utili a migliorare la consapevolezza del parto. Tutto questo servirà a traghettare nel millennio digitale, il concetto di parto naturale, arricchito da nuove e ormai inscindibili declinazioni: analgesia, informazione, consapevolezza”.






