L’approvazione in consiglio comunale dell’acquisto dell’area ex Coop toglie ogni speranza al recupero, a fini culturali, dell’ex Vulcania
COLLE DI VAL D’ELSA. La questione biblioteca divide ancora il consiglio ma, nonostante la posizione non concorde con la decisione presa dall’attuale amministrazione comunale, l’opposizione di centrosinistra si dichiara disponibile a collaborare fattivamente al momento opportuno.
Che al centrosinistra non piaccia la soluzione appena approvata in consiglio comunale non è certo una novità. I locali dell’ex Coop situati nell’area Comi sono poco più che un insieme di fondi commerciali riuniti in una galleria, sotto a un condominio.
Il recupero dell’area della Fabbrichina, dove si sarebbe voluta realizzare la biblioteca, con un progetto, quello della Cittadella della Cultura, che andava ben al di là di un semplice deposito di libri adibito a scambio e lettura, per vari motivi non è stato possibile.
Il consigliere Pd Enrico Galardi, ha risposto a chi nella maggioranza definiva i costi del progetto ex Coop come accessibili confrontati a quelli immani della Fabbrichina, dimostrando (senza rinunciare a un tocco di ironia) che la spesa più o meno sarebbe stata non troppo dissimile, a differenza invece del risultato.
Con la Fabbrichina (in particolare si parla dell’immobile dell’ex Vulcania) si sarebbe risistemata una zona importante della città oggi in completo degrado, costruendo un edificio autonomo destinato a biblioteca e centro culturale, circondato di verde senza tralasciare il fatto, come ha precisato il capogruppo di Colle per Vannetti Sindaco, Domenico Ponticelli, che “si sarebbe recuperato un pezzo importante di storia della città con opere di archeologia industriale”.
La soluzione scelta, continua Galardi, appare come un “accontentarsi della prima soluzione di comodo”, a scapito di un investimento più complesso ma pensato per il futuro della città nei prossimi decenni.
I limiti di una biblioteca nell’area scelta dall’attuale amministrazione sono, per Galardi, gli spazi che potrebbero non riuscire a contenere i fondi letterari, da quello di Romano Bilenchi, a quelli di Lovanio Rossi, Alberto Brandani e altri, e il carico urbanistico di quella zona, con i conseguenti problemi di accessibilità e parcheggi.
“In ogni caso, se il Partito Democratico sarà messo in grado di esprimere la sua opinione nella fase della progettualità degli spazi, sarà a disposizione” ha detto il consigliere.
Infine, chiede se sia previsto un processo di partecipazione allargato che coinvolga tutti i soggetti fruitori come era stato fatto dalla precedente amministrazione sul progetto ex Vulcania.






