Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Il Biodistretto di San Gimignano replica alle critiche sul nascente Distretto biolgico della Valdelsa

SAN GIMIGNANO. In merito al Consiglio comunale del 20 luglio 2026, il Biodistretto di San Gimignano ritiene necessario intervenire per rispondere alle critiche espresse dai consiglieri di opposizione sull’adesione dell’amministrazione comunale al progetto del Distretto biologico della Valdelsa che sta prendendo forma attraverso un’alleanza che coinvolge nove Comuni delle province di Siena e Firenze: Casole d’Elsa, Castelfiorentino, Certaldo, Colle di Val d’Elsa, Gambassi Terme, Montaione, Montespertoli, Poggibonsi e San Gimignano.

Capofila del percorso è l’associazione Biodistretto di San Gimignano. L’obiettivo dichiarato è aumentare le superfici biologiche e costruire una strategia territoriale capace di collegare agricoltura, economia, ambiente e turismo. Un Distretto biologico rappresenta e un vero e proprio “patto” territoriale nel quale agricoltura biologica, economia locale e partecipazione delle comunità procedono insieme. Il progetto sarà presentato nei prossimi mesi alla Regione Toscana per ottenere il riconoscimento previsto dalla Legge regionale n. 51 del 30 luglio 2019.

È importante ricordare che, pur avendo ricevuto un impulso istituzionale, il progetto nasce dal basso, dalle aziende agricole biologiche e dai loro sostenitori. Il percorso si è sviluppato attraverso numerosi incontri con sindaci e assessori, assemblee pubbliche e momenti di confronto con cittadini e associazioni di categoria, con un principio condiviso: il ruolo decisionale prevalente deve rimanere nelle mani degli agricoltori.

Per queste ragioni riteniamo che alcune critiche espresse dall’opposizione non tengano adeguatamente conto della storia, delle finalità e del percorso che ha portato alla nascita del Distretto. Negli altri otto Comuni coinvolti, il progetto ha ottenuto un consenso unanime tra maggioranza e opposizione, nella consapevolezza dell’utilità pubblica di favorire una gestione ecologica del territorio, diffondere l’agricoltura biologica e promuovere il consumo di alimenti sani, biologici e locali. A San Gimignano, invece, i quattro consiglieri di opposizione si sono astenuti.

Tra le osservazioni avanzate vi sono state anche critiche relative ai mercati. Temi che, a nostro avviso, non riguardano direttamente l’adesione al Distretto biologico della Valdelsa. La vendita diretta nelle piazze costituisce infatti una possibilità fondamentale per gli agricoltori e per la sopravvivenza delle piccole aziende agricole. Nei nostri mercati è inoltre presente una quota di piccoli artigiani, selezionati tra realtà legate alla ruralità, all’ecologia e a un artigianato tradizionale che rischia progressivamente di scomparire.

È stato inoltre contestato il contributo di 2.000 euro previsto per l’avvio del Distretto. Riteniamo invece legittimo che un Comune possa sostenere, anche economicamente, un settore in grave difficoltà come quello agricolo, soprattutto quando l’investimento produce benefici ambientali e sociali per l’intera comunità.

Il Distretto biologico della Valdelsa può dunque diventare un progetto economico, ecologico e sociale concreto, capace di rendere conveniente produrre biologico, proteggere il territorio e fare della qualità ambientale uno dei principali elementi distintivi della Valdelsa. È su questi obiettivi che riteniamo necessario concentrare il confronto, superando polemiche che rischiano di distogliere l’attenzione dalle difficoltà reali dell’agricoltura di piccola scala, di qualità e profondamente legata alle tradizioni dei nostri territori. 

In allegato alle nostre considerazioni aggiungiamo un sintetico elenco dei molteplici vantaggi che la nascita di un Distretto biologico può apportare al territorio.

Marco Arduini, presidente del Biodistretto di San Gimignano

[banner_mobile]