TORRITA DI SIENA. Sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, i militari dei Nuclei Carabinieri Forestale di Chiusi, Montepulciano, Rapolano Terme e Siena con il coordinamento del NIPAAF, tutti dipendenti dal Gruppo Carabinieri Forestale di Siena, hanno eseguito a Torrita di Siena un’ordinanza di esecuzione di sequestro di un complesso immobiliare in corso di realizzazione, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siena.
Sette persone sono state sottoposte ad indagine ciascuno nelle rispettive qualità per i reati di cui agli artt.44 comma 1 lett. “b” del D.P.R. 380/2001 s.m.i. “aver realizzato un attività edificatoria continuativa nel tempo in zona vincolata idrogeologicamente nonché soggetta a vincolo sismico in totale difformità e, in parte, in completa assenza del titolo abilitativo, comportando concretamente una non controllata trasformazione del territorio, con simmetrico aggravio del carico urbanistico” e per aver realizzato un intervento edilizio in assenza del preventivo deposito previsto per le aree sottoposte a vincolo sismico (condotta punita dall’art. 95 D.P.R. 380/2001 s.m.i) e in assenza di progetto esecutivo redatto da tecnico abilitato (lavori abusivi ex art. 71 D.P.R. 380/2001 s.m.i.).
L’operazione ha preso avvio da una attività investigativa portata avanti, a partire da settembre 2024, dal Nucleo Carabinieri Forestale di Montepulciano, all’esito di una ispezione eseguita dagli stessi militari in un cantiere edile nel corso del quale venivano rilevate evidenti difformità ai progetti depositati e autorizzati.
L’attività investigativa successiva, eseguita sotto la direzione della Procura della Repubblica di Siena, ha consentito di compendiare un quadro indiziario (attraverso rilievi tecnici, dichiarazioni testimoniali, acquisizione di documenti, servizi di osservazione) nei confronti degli indagati. In sintesi venivano accertate volumetrie in eccesso, aumento delle superfici e modifiche sostanziali delle sagome, che hanno deviato l’intervento al di fuori del consentito, ponendosi in conflitto con le norme di settore e comportando, in sostanza, una “nuova costruzione”. Sono stati altresì ipotizzati, a carico solo di alcuni degli indagati, i reati di omessa denuncia dei lavori (art. 72 D.P.R. 380/2001 s.m.i.) e di falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità (art. 481 c.p.).
In base agli elementi di prova raccolti, il Pubblico Ministero ha richiesto l’adozione di misura cautelare reale idonea applicata dal Giudice per le indagini preliminari che ha, come detto, disposto il sequestro preventivo impeditivo in quanto ritenuto sussistente un concreto e attuale pericolo che la libera disponibilità dell’area possa aggravare le conseguenze del reato, permettendo agli indagati di portare a termine l’abusiva edificazione nonché di reiterare la condotta criminosa, causando ulteriori pregiudizi.




