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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Gli anziani addobbano in modo speciale l’albero del "Bagolaro"

VALDELSA. Il Centro Diurno per anziani “Il Bagolaro” di San Gimignano presenta lunedì (21 dicembre) un albero di Natale davvero speciale. La realizzazione è stata curata dagli utenti del Centro che hanno manipolato e recuperato, con la sapienza di chi ha vissuto un periodo in cui tutti gli oggetti avevano un uso e nulla era superfluo, ciò che la modernità ritiene un rifiuto.
Gli anziani di oggi sono forse l’ultimo legame culturale con una società sobria e a loro è affidato il trasferimento alle nuove generazioni di una lezione molto importante: il rispetto verso la natura e le “cose”. Per i giovani, infatti, il consumismo è un fatto naturale, inscindibile dal proprio essere. A differenza di chi le ha precedute, le nuove generazioni devono imparare a non consumare e a non rifiutare. Un paradosso della nostra epoca.
“L’idea è nata quest’estate durante una gita sul fiume Cecina– spiega il referente del Centro, Fausto Malevoli-, quando Armando ha raccolto un pacchetto di sigarette per buttarlo in un cestino. Un gesto così spontaneo che ci ha fatto riflettere su quanto sia poco frequente tra i giovani”.

Gli utenti del Centro Diurno hanno quindi iniziato a cercare cose morte, finite, gettate, abbandonate, per realizzare un'opera che rappresenti il Natale 2009. Sotto l’albero secolare del Bagolaro, posto nel giardino del Centro a cui dona il nome, si unisce ciò che la natura lascia a ciò che l’uomo con la sua intelligenza, volontà e amore realizza con i rifiuti della nostra quotidiana modernità.

“Ci siamo recati all'isola ecologica di San Gimignano – spiega Fausto Malevoli – dove abbiamo raccolto una cisterna per il gasolio, varie gomme di camion e trattori, centinaia di bottiglie di plastica e barattoli di ferro. Li abbiamo trasformati in lampade, stelle, palle di natale, scaccia spiriti e altre decorazioni”.

Il lavoro è durato circa 2 mesi ed ha coinvolto l’Associazione AUSER, l’Associazione Cavalieri di Santa Fina, l’Associazione La valle del sole, il cantiere comunale, gli operatori della FTSA, gli ospiti del Centro Diurno , gli abitanti dei mini appartamenti, i ragazzi del doposcuola della FTSA, gli abitanti del quartiere: in tutto oltre 50 persone.

“Abbiamo lavorato per 300 ore – conclude Malevoli- per poter dire "il lavoro è la nostra vita" e dal lavoro nascono i risultati”.

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