Le Donne democratiche invitano all'incontro pubblico con il filosofo Lorenzo Gasparrini
SAN GIMIGNANO. “Educazione sessuo-affettiva: prima che sia troppo tardi” è il titolo dell’incontro pubblico promosso dalla Conferenza delle Donne Democratiche di Siena, in programma giovedì 19 febbraio 2026 alle ore 18.00 presso il Centro Civico “Le Granaglie”, in Piazzale Martiri di Montemaggio 2, a San Gimignano.
Ospite dell’iniziativa sarà Lorenzo Gasparrini, filosofo femminista e membro del comitato scientifico della Fondazione Giulia Cecchettin, da anni impegnato nel dibattito culturale e politico su maschilismo, patriarcato, educazione alle relazioni e prevenzione della violenza di genere.
Interverrà Rossella Bracali, insegnante e membro della Conferenza Donne Democratiche di Siena. A moderare l’incontro sarà Barbara Amoroso Donatti, giornalista e responsabile della comunicazione di Donne Insieme Valdelsa – Centro Antiviolenza.
“‘Liste di stupri’ nelle scuole di Roma, Lucca, Modena e ora anche a Siena, l’uccisione di un ragazzo in una scuola a La Spezia per il presunto movente di aver postato una foto con una ragazza. Notizie che ci indignano e che ci obbligano a prendere posizione. Si cercano i responsabili, ma la domanda è: sono solo individui o esiste una responsabilità collettiva? In Italia manca ancora una legge organica sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, e questi fatti ne sono la drammatica conferma.
La violenza di genere, le violenze sessuali, il femminicidio e le discriminazioni affondano le radici in una cultura maschilista e patriarcale che continua a resistere. Per questo diciamo basta a iniziative frammentate: serve un percorso educativo strutturato e obbligatorio che parli di corpi, relazioni, emozioni e diritti. Serve parlare di consenso, rispetto dei confini, gestione delle emozioni, relazioni sane e autodeterminazione.
Chi governa non può più nascondersi dietro il timore delle presunte ideologie ‘gender’ né limitarsi a esprimere dispiacere senza affrontare le cause. È tempo che l’Italia si allinei agli standard europei sull’educazione sessuo-affettiva. Per prevenire la violenza di genere serve formazione, e la formazione si fa nelle scuole.
Per questo la Conferenza delle Donne Democratiche ha fatto dell’educazione sessuo-affettiva una priorità politica. La Conferenza delle Donne Democratiche di Siena ha già inserito nel programma 2026 una serie di iniziative su questo tema: il primo incontro sarà quello del 19 febbraio a San Gimignano con il filosofo Lorenzo Gasparrini. Parlarne è un atto politico. Partecipare è un atto di responsabilità”, dichiara Roberta Bemoccoli, portavoce provinciale della Conferenza delle Donne Democratiche.
La Conferenza delle Donne Democratiche di Siena ha scelto di promuovere l’iniziativa in collaborazione con Donne Insieme Valdelsa – Centro Antiviolenza, nella convinzione che il contrasto alla violenza di genere e la costruzione di una cultura del rispetto debbano partire dal lavoro comune con il tessuto sociale del territorio. Nello spirito della Conferenza, l’obiettivo è quello di unire competenze, esperienze e visioni: perché da sol* non si va lontano, mentre chi condivide obiettivi e valori può diventare un alleato fondamentale in una battaglia che è politica, culturale e collettiva.
L’ingresso all’incontro è libero. La cittadinanza è invitata a partecipare.
L’evento è stato realizzato grazie alla collaborazione con il Partito Democratico provinciale e l’Unione Comunale del PD di San Gimignano.
CHI SIAMO
La Conferenza delle Donne Democratiche è un luogo autonomo di confronto, proposta e partecipazione politica, tra iscritte e non iscritte al Partito Democratico, dedicato alla promozione dei diritti delle donne e dell’uguaglianza di genere.
L’obiettivo della Conferenza è rafforzare il ruolo delle donne nella vita pubblica e contribuire alla definizione di politiche inclusive, giuste e democratiche, valorizzando le competenze e le esperienze femminili come motore di cambiamento sociale.
È uno spazio aperto alle competenze, ai saperi, al rapporto con la comunità scientifica, e alle esperienze delle donne che operano a sostegno di una rete femminile diffusa sui territori, che promuove una partecipazione attiva espressione di autonomia, pluralismo e capacità di mediazione.



