Il consiglio comunale aperto si è svolto ieri con istituzioni ed esperti a livello regionale e nazionale
RAPOLANO TERME. La scuola come presidio permanente di comunità, aperta tutto l’anno e capace di sostenere concretamente le famiglie. È questo il messaggio emerso con forza dal consiglio comunale monotematico che si è svolto ieri, giovedì 19 febbraio nella sala consiliare del Comune di Rapolano Terme. L’appuntamento è stato un momento di confronto di alto profilo istituzionale e culturale che ha visto la partecipazione di rappresentanti regionali e nazionali ed esperti del mondo educativo e della scuola. A dare valore aggiunto è stata l’approvazione di un ordine del giorno che impegna Governo, Parlamento e Regione Toscana a sostenere concretamente un nuovo modello di welfare educativo e un progetto sperimentale da avviare a Rapolano Terme che punti a costruire un modello di welfare educativo più equo, inclusivo e vicino ai bisogni delle famiglie.
L’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale chiede a Governo e Parlamento di avviare e finanziare un progetto nazionale di “scuole aperte” per trasformare soprattutto primarie e scuole secondarie di primo grado in presìdi educativi e sociali attivi tutto l’anno, anche oltre l’orario scolastico. Alla Regione Toscana, inoltre, si chiede di sostenere questa impostazione presso le istituzioni nazionali e di costruire con il Comune di Rapolano Terme una sperimentazione sul territorio. A questo si aggiunge la richiesta che vengano strutturate risorse stabili a favore dei Comuni per garantire centri estivi, accessibili a ogni famiglia indipendentemente dal reddito, e che la Regione verifichi anche canali europei utili a questo obiettivo. Infine, l’ordine del giorno chiede al Consiglio regionale della Toscana e Provincia di Siena di legare le prossime nomine nella Deputazione Generale della Fondazione MPS a indirizzi programmatici che prevedano un aumento significativo dei fondi per progetti socioeducativi, includendo l’iniziativa “Scuole aperte – Centri estivi per tutti”. Il documento si inserisce nel solco del Patto Educativo di Comunità già attivato a livello locale e ribadisce la necessità di un’alleanza stabile tra scuola, enti locali, famiglie e terzo settore per contrastare povertà educativa, disuguaglianze e disagio giovanile.
Il confronto tra istituzioni ed esperti. Ad aprire i lavori sono stati i saluti del sindaco Alessandro Starnini e della vicesindaca con delega all’istruzione Gianna Trapassi, che hanno ribadito la volontà dell’amministrazione comunale di mettere al centro bambini, ragazzi e famiglie. Il dibattito si è arricchito con i contributi dell’assessora regionale all’educazione e istruzione Alessandra Nardini e del consigliere regionale Simone Bezzini, a testimonianza dell’attenzione della Regione Toscana verso politiche educative integrate. La senatrice Simona Malpezzi, vicepresidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, ha illustrato la proposta di legge sulle Comunità Educanti di cui è prima firmataria sottolineando la necessità di mettere in rete istituzioni e territorio per contrastare la dispersione scolastica, mentre la professoressa Alessia Mosca, docente universitaria e già parlamentare italiana ed europea, e Daniele Novara, direttore del Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti e punto di riferimento nazionale per la formazione educativa, hanno offerto una riflessione sul ripensamento dei tempi scolastici e sul valore di un approccio pedagogico fondato sulle relazioni. L’assessora della Regione Emilia Romagna, Isabella Conti, ha portato invece l’esperienza concreta del progetto “Scuole aperte” nel suo territorio, prima di lasciare spazio all’intervento della dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Sandro Pertini” Asciano-Rapolano Terme Annarita Magini che ha raccontato il lavoro e le potenzialità del territorio rapolanese.
“Voglio ringraziare di cuore – ha detto Gianna Trapassi, assessora alle politiche sociali – tutti i rappresentanti istituzionali locali, regionali e nazionali che insieme agli esperti hanno accettato il nostro invito. Ogni intervento fatto non è stato un atto formale, ma un contributo autentico e partecipato, dimostrando un reale interesse per il tema, offrendo riflessioni approfondite e manifestando disponibilità a condividere e sostenere il percorso proposto. Infine, grazie alle cittadine e ai cittadini presenti nella sala consiliare – rappresentanti delle associazioni, educatrici e insegnanti, genitori – la cui partecipazione testimonia la volontà concreta di essere e sentirsi una vera Comunità educante”.




