Le scelte di illuminazione e il risparmio energetico.
“Il nuovo sistema di illuminazione pubblica – ha spiegato Brogioni – ha voluto evidenziare con luce morbida non solo la cinta muraria, ma anche alcuni particolari architettonici di pregio e alcune parti delle facciate degli edifici storici, evitando un’illuminazione generalizzata e indiscriminata. I primi interventi hanno riguardato Piazza Santa Caterina, le mura a nord e a sud, il rosone della chiesa di Santa Maria in Canonica, i capitelli laterali del Duomo e lo stemma del palazzo comunale. Inoltre, si è voluto esaltare i due edifici identificativi della città e visibili dalle principali strade di accesso – il Duomo e la torre di Arnolfo – lasciando illuminate solo con luce morbida le mura che fanno da contorno a questi due elementi. La nuova illuminazione pubblica – ha aggiunto Brogioni – consente una notevole riduzione dei consumi energetici – pari al 43 per cento rispetto a quelli precedenti – accompagnata da una diminuzione dei costi di gestione e di manutenzione degli impianti, con ripercussioni positive sui costi e sulla tutela ambientale”.
La scelta delle lampade e delle modalità di installazione.
Nel corso del suo intervento, Brogioni ha illustrato anche la scelta delle lampade e le modalità di installazione, elementi concordati con la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici di Siena e Grosseto.
“Le nuove lanterne – ha detto il primo cittadino colligiano – sono riconducibili alla linea prodotta da una nota casa costruttrice toscana e immesse sul mercato intorno agli anni Ottanta. Sono realizzate con materiali analoghi e con la stessa tecnica di quelle esistenti in precedenza e si integrano perfettamente nel contesto architettonico del centro storico. Per quanto riguarda i bracci di supporto, essi sono stati solo restaurati, senza alcuna sostituzione. Per quanto riguarda la sistemazione delle canalizzazioni, dove erano presenti quelle interrate si è provveduto ad alimentare gli apparecchi di illuminazione da terra, con cavi elettrici posti in tubazione di rame, anziché in ferro o in plastica. Questo consentirà, una volta terminato l’interramento delle condutture, di demolire le linee elettriche aeree esistenti lungo le facciate degli edifici”.




