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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Chiusi, al via i lavori per il rifacimento degli impianti fotovoltaici

Con il cambio di proprietà un’opportunità per cittadini e imprese

CHIUSI. Sono iniziati in questi giorni, nel parcheggio del multisala, i lavori di smontaggio e sostituzione dei pannelli fotovoltaici sulle pensiline. Un intervento che segna l’avvio operativo di un percorso lungo e complesso, iniziato oltre dieci anni fa, e che interessa non solo l’impianto del multisala ma anche quelli di Montallese, nella zona del campo sportivo, e di piazzale Rossini a Chiusi Scalo, al confine con l’Umbria.

A sottolineare l’importanza del momento è il sindaco Sonnini, che parla di «una giornata importante» perché rappresenta l’inizio concreto di una nuova fase dopo anni segnati da impianti non funzionanti, manutenzione insufficiente, criticità gestionali e mancati introiti per il Comune. La svolta è arrivata nel marzo 2025 con una delibera approvata dal Consiglio comunale, passaggio che ha poi consentito, nel novembre scorso, il cambio di proprietà degli impianti. Adesso è entrato in azione il nuovo gestore, incaricato del rinnovamento complessivo delle strutture.

L’operazione ha anche un forte valore strategico. Il Comune, infatti, è diventato proprietario di due impianti: uno sarà collegato alla comunità energetica rinnovabile comunale, la “Chiusi Terra Etrusca”, mentre l’altro garantirà entrate economiche ricorrenti per l’ente, anche grazie alla possibilità di beneficiare degli incentivi previsti dal GSE.
Non appena le pensiline saranno pronte, potrà diventare operativa la comunità energetica rinnovabile, considerata dall’amministrazione una risposta concreta al caro energia e alla povertà energetica, a sostegno di famiglie e attività economiche. Alla CER potranno collegarsi tutte le utenze, private e aziendali, alimentate dalla cabina primaria, con una ricaduta che andrà oltre i confini comunali.
Ma c’è di più: la presenza della cabina primaria permetterà infatti di coinvolgere non solo utenze del territorio comunale, ma anche quelle dei comuni limitrofi serviti dalla stessa cabina. Tra questi c’è Cetona, con cui esiste già un’intesa, ma anche le aziende e i privati dell’area di Po’ Bandino, in Umbria. Un elemento ritenuto importante anche sotto il profilo dello sviluppo economico del territorio, perché amplia il bacino dei possibili beneficiari della CER e rafforza l’attrattività dell’intero comprensorio.
«È stata una vicenda complessa, che ha fatto discutere, ma oggi possiamo dire di aver trasformato un problema in un’opportunità», spiega Sonnini. L’obiettivo, infatti, è lasciarsi alle spalle anni di contenziosi e aprire una fase nuova, con ricadute ambientali, sociali ed economiche.
Per l’amministrazione si tratta dunque di un passaggio destinato ad avere effetti concreti non solo per Chiusi, ma anche per un’area più ampia, offrendo nuove opportunità a cittadini e imprese in un momento ancora segnato dalle incertezze sul fronte energetico.
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