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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Cenni sul Punto Nascita di Campostaggia: “Rafforzare e rilanciare la qualità”

"Un impegno forte che chiediamo prima di tutto alla Asl Tse”

POGGIBONSI. “Abbiamo una storia fatta di attenzione alla salute delle donne e all’integrazione tra territorio e ospedale. Siamo attrattivi per questo e per la combinazione tra sicurezza e naturalità. Per noi l’ipotesi di una possibile chiusura è del tutto irricevibile, pur non essendo davanti all’imminenza di tale decisione”. La sindaca di Poggibonsi Susanna Cenni torna ad intervenire sul Punto Nascita di Campostaggia alla luce del dibattito di queste ultime settimane.

“Campostaggia ha un reparto di maternità che funziona, con competenze riconosciute, équipe consolidate, un’assistenza sicura e di qualità. Il numero dei parti è sottosoglia, ma di poco. Non solo. Abbiamo mantenuto gli stessi parti del 2024, pur in assenza di un Direttore di reparto, e anche nel 2025 il rapporto tra donne provenienti da fuori area e donne che scelgono di andare altrove resta positivo. In un quadro di calo generalizzato, il dato di Campostaggia è nettamente migliore rispetto alla media toscana”.

Obiettivo rilanciare la qualità della nascita. “Abbiamo iniziato a lavorare sul tema un anno fa, visti i dati del 2024. Da subito insieme a Azienda Sanitaria, ospedale, Sds, ci siamo dati i primi obiettivi ovvero il rilancio della qualità della nascita e la ricerca di un nuovo Direttore. Direttore che è arrivato e che da due mesi è in carica, una figura autorevole e stimata ben oltre la nostra area. In primavera inoltre aprirà il nuovo Consultorio all’interno della nuova Casa di Comunità hub, tassello importante per rafforzare i servizi per donne e famiglie. Un percorso che prosegue con l’impegno da parte di tutti ad implementare i servizi. Risalire la soglia è possibile”.

L’attualizzazione dei parametri. “Condividiamo la richiesta della Regione Toscana. Negli ultimi quindici anni l’inverno demografico ha attraversato buona parte dei Paesi Europei. Non lo si può affrontare smantellando reparti che funzionano, un atto difficilmente reversibile e un messaggio sbagliato per le donne che invece vanno supportate con strumenti e servizi adeguati. Sono parametri non più attuali non solo nei numeri ma anche nel descrivere le trasformazioni che ci sono state. Serve un approccio diverso”.
In queste settimane sono state tante le prese di posizione della comunità. “Testimonianze di vicinanza importanti. L’iter va seguito senza drammatizzare scenari che ad oggi non ci impongono decisioni e nella consapevolezza che tutti i Sindaci della Valdelsa, la Direzione Aziendale, quella dell’Ospedale e la stessa Presidenza della Regione ci stanno supportando. Il nostro presidio è un servizio fondamentale per una comunità ben più vasta di quella della Valdelsa senese ed è importante proseguire sul doppio binario: chiedere in maniera condivisa la revisione dei parametri e andare avanti sul rafforzamento del reparto, con un impegno forte che chiediamo prima di tutto alla nostra Azienda Sanitaria.

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