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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Cavalieri alla maggioranza: “Sui morti nel fiume inappropriato lo scontro politico”

Il capogruppo Pd risponde alle accuse: “Che tristezza le vostre recriminazioni"

COLLE DI VAL D’ELSA. Purtroppo si sta parlando di tre giovani vite spezzate nelle acque del nostro fiume negli ultimi cinque anni, e quindi eviterò di rispondere al comunicato diramato dalla maggioranza su questo tragico argomento con lo stesso tono inadeguato usato dai gruppi “Colle Domani”, “Su per Colle” e “Piero Pii Sindaco”. 

Mi è già toccato intervenire con un reel su Facebook per fare chiarezza dopo aver letto una marea di castronerie sull’argomento dovute evidentemente a una lettura superficiale e quantomeno frettolosa, in risposta a quanto da me affermato su questa tragica situazione. Mai avrei immaginato però che critiche simili mi venissero mosse dalle persone che oggi governano la città di Colle di Val d’Elsa dalle quali mi aspetto una maggiore attenzione e uno sforzo di comprensione nella lettura. 

Definire razziste le mie affermazioni in merito all’etnia delle vittime dei fiumi è a dir poco ridicolo, nonché offensivo, dal momento che la mia riflessione è basata sui dati diffusi e interpretati dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) e dall’Iss (istituto superiore di sanità).

 

I dati raccolti da questi enti nazionali e sovranazionali, oltre a essere disponibili online, come ho già riferito, evidenziano una significativa percentuale di vittime extracomunitarie nelle acque interne. Nel fiume Elsa, lo ripeto anche se non dovrebbe essercene bisogno, dal 2021 a oggi si sono verificate tre tragedie che hanno portato alla morte di altrettanti bagnanti. Il 21 luglio 2021 è annegato un giovane di 17 anni di origini marocchine, del quale sono state rese note, data la minore età, soltanto le iniziali, E.I.S.; il 31 agosto 2024 a perdere la vita è stata Natasha Aidoo, ricercatrice trentenne di origini ghanesi, per quanto nata e cresciuta in Veneto; il 5 luglio 2026 è deceduto un giovane di nazionalità albanese, Xhovalin Musaraj, di 33 anni. 

Questi sono fatti, non opinioni, né tantomeno giudizi, come sembrano accusarmi di dare invece i gruppi di maggioranza. A loro mi rivolgo con il cuore in mano.

Parlando sinceramente, vi pare il caso, su un argomento del genere, di avanzare le recriminazioni come fate nel vostro comunicato? 

Leggo: “la proposta di istituire un divieto di balneazione nei cosiddetti “punti killer” appare una semplificazione che non tiene conto della realtà”; e ancora: “Non esistono scorciatoie. Servono analisi tecniche del corso d’acqua e dei fondali, una mappatura dei livelli di rischio, un rafforzamento dell’informazione ai visitatori, un miglioramento della segnaletica, campagne di sensibilizzazione e una valutazione condivisa con tutti gli enti competenti delle ulteriori misure da adottare”. 

Quanto da me sostenuto si pone forse in contrapposizione con le vostre affermazioni? Dite alla città, piuttosto, dove sta il problema nel porre il divieto di balneazione nelle zone più pericolose del sentiero!!! Dopo due anni compiuti di mandato ancora siete alla fase delle riflessioni? 

Leggo anche che, come al solito, state già facendo tutto il percorso utile, quindi dovrei forse scusarmi di essere intervenuto su un problema che ritengo di centrale importanza per la nostra città?

Vedo poi, con grande tristezza, che non si perde occasione di lanciare una stilettata politica quantomeno inopportuna (“Fa inoltre riflettere che oggi vengano avanzate proposte che avrebbero potuto essere formulate e perseguite anche negli anni in cui il Partito Democratico amministrava il Comune e la Regione”). Siete voi a governare, è il vostro momento. Mi pareva superfluo precisare che quello del 2021 era un caso isolato mentre oggi, con tre morti, non lo è più. 

Ma la cosa più incredibile che leggo nella nota della maggioranza è questa: “Su un tema così delicato non servono contrapposizioni. Servono serietà, responsabilità e il contributo di tutti”. Di tutti, forse, eccetto il Partito Democratico? Bene, usate la serietà che richiedete, per assumervi la responsabilità di dirci cosa volete fare del nostro parco perché ancora la città non l’ha capito.

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