Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Casole non si costituisce parte civile. E il Pd "si amareggia"

CASOLE D'ELSA. “La scelta di Piero Pii di non voler costituire il Comune come parte civile in eventuali procedimenti penali che potrebbero vederlo coinvolto, è un atto grave che va contro gli interessi di Casole d’Elsa e priva i cittadini di ogni tutela giuridica per gli eventuali danni che fossero riscontrati dalla legge, suffragato da motivazioni che sono, a dir poco incomprensibili”. Con queste parole Claudia Rumachella, esponente del Pd di Pievescola, interviene sul blog www.pdcasole.net, commentando la risposta di Piero Pii, sindaco di Casole d’Elsa, a un’interrogazione presentata dal “Centrosinistra per Casole”, nel corso dell’ultimo consiglio comunale.

“Le parole usate da Piero Pii – afferma Rumachella – nel rispondere all’interrogazione del Centrosinistra mi hanno molto amareggiato. Nei giorni scorsi ho avuto modo di approfondire vicende giudiziarie analoghe a quelle del nostro Comune, come quelle di Campagnatico e di Civitella Marittima. In entrambe le situazioni le Amministrazioni Comunali hanno deciso di costituirsi parte civile, motivando la scelta come un atto dovuto nei confronti dei cittadini e per il rispetto delle istituzioni e questo era quello che anche io, mi aspettavo dalla giunta guidata Pii”.

“Costituirsi parte civile – prosegue Rumachella – non è un atto di accusa e il non farlo non serve a proteggere nessuno. Si tratta di un ‘rimedio processuale’, nel caso ci siano delle condanne e dunque la certezza che chi ha sbagliato, risarcisca le vittime dei danni subiti. Tale scelta, in più, appare incomprensibile se si considera che le motivazioni addotte da Pii, sono state quelle di non voler contrastare con le scelte fatte dagli ex amministratori. Un atteggiamento spiazzante alla luce del fatto che tali ex amministratori sono espressione dello stesso schieramento politico che Pii ha dileggiato per tutto lo svolgimento della seduta consiliare, suscitando in qualche consigliere anche un’incomprensibile ilarità”.

[banner_mobile]