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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Atuttomondo: tremila presenze per un festival in crescita

POGGIBONSI. Con un significativo successo di pubblico (oltre tremila presenze) si è chiuso il festival "Atuttomondo", che si è svolto a Poggibonsi, con un pieno di spettacoli ospitati in alcuni dei luoghi più suggestivi della città. 
Si è trattato di una intensa edizione incentrata tutta sugli artisti toscani che ha visto tra gli spettatori  molti giovani. Le serate di musica e di teatro si sono tenute presso la  Fortezza del Cassero di Poggio imperiale, la Fonte delle Fate e il centro storico. 
Il festival "Atuttomondo" è promosso dall'Associazione Timbre e  dall'amministrazione comunale di Poggibonsi con il contributo della  Fondazione Monte dei Paschi di Siena e della Banca di Credito Cooperativo di Cambiano.
“Bilancio più che positivo – spiega il direttore artistico, Luca Losi – per la manifestazione che ha siglato la sua decima edizione con il gremito e scoppiettante concerto di Bobo Rondelli”.
Ospiti  importanti del Festival sono stati Carlo Monni ed il suo “Notte Campana”, viaggio poetico-musicale dedicato a Dino Campana. Ginevra Di Marco con un concerto tratto dal suo ultimo cd “Donna Ginevra”. Bobo Rondelli, appunto, in concerto con il suo nuovo album "Per amor del cielo”. Gli “Omini” con il curioso e divertente “Crisiko”.

Sono stati inoltre  presenti la “Bandidas”, orchestra di percussioniste tutta al femminile, con scatenanti ritmi e divertenti coreografie e la funambolica  Dixie Train marching band che ha proposto un repertorio jazz dalla tradizione dixieland New Orleans

“Il Festival Atuttomondo – spiega il direttore artistico, Luca Losi – ha festeggiato i suoi dieci anni con un’edizione completamente  dedicata agli artisti toscani. Così,  se nelle passate edizioni il Festival ha presentato ospiti internazionali,  nel  2009 lo sguardo si è posato sulle migliori produzioni artistiche della Toscana. Lungi dal voler fare un’operazione campanilistica o dal  mostrare il personaggio macchietta regionale  e una visione da regione-cartolina,  ci è sembrato interessante cercare nell’irrequietezza,  nella vitalità,  nell’umorismo irriverente  e a volte,  concediamocelo,   nella genialità,  il nostro  lato migliore. E allora quale miglior mezzo del teatro,  della musica e dell’arte in generale  per esprimere lo spirito libero  toscano? A  noi,  che da tanti anni lavoriamo in questo settore,  sfugge,  se c’è,  una risposta diversa”.

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