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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Ancora Cimamori, LiberaMente torna a precisare

POGGIBONSI. “Nel merito della vertenza del quartiere Cimamori il direttivo di LiberaMente contestualmente alla raccolta di oltre 600 firme, sottoscritte nell’arco di una settimana, che ovviamente mostrano un reale disagio, replica alle dichiarazioni del Sindaco, che affermerebbe essere tutto a posto, precisando quanto di seguito: Non si può capire fischi per fiaschi! innanzi tutto vogliamo precisare che il perdurare della mancanza di illuminazione non risale a pochi giorni fa come dichiara il primo cittadino; già in precedenza i residenti del Cimamori avevano segnalato a più riprese il malfunzionamento dell’illuminazione pubblica, ma nessuno aveva nè risposto né attivato soluzioni, di fatto in Cimamori tuttora attendono fiduciosi l’intervento promesso". Questo il nuovo intervento del direttivo dell'associazione Poggibonsese LiberaMente che torna a puntare l'attenzione sul quartiere Cimamori e sulle difficoltà che i residenti lamentano.
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Secondariamente ci preme precisare che se in un quartiere aumentano i residenti è ovvio che devono aumentare anche i parcheggi – si legge ancora nella nota stampa – E’ limitativo far insediare decine e decine di famiglie senza pensare a soddisfare le loro esigenze. Abbiamo anche notato sulla stampa locale che il complesso che priverebbe il quartiere degli indispensabili spazi riservati ai parcheggi risulta essere oggetto di una richiesta di sequestro da parte della magistratura per abuso edilizio. Evidentemente in questo contesto risultano evidenti le incongruenze oggettive e formali".

"Invitiamo infine il primo cittadino a transitare in tutta Viale Marconi in modo che possa capire il reale stato del manto stradale e soprattutto come vengono spesi i soldi dei contribuenti, perché se è vero che sono state investite centinaia di migliaia di euro è anche vero che in Viale Marconi ci sono buche tanto profonde da essere a rischio per i mezzi in transito.” La nota del direttivo conclude  “Ci auguriamo che l’amministrazione mostri sensibilità e ascolto e non faccia come già successo in precedenza (vedi sottopasso Largo Gramsci, oppure vertenza Politeama) di dimenticarsi di quelle migliaia di espressioni cittadine accantonando le sottoscrizioni in qualche cassetto dell’archivio comunale, perché il rischio è che tali sottoscrizioni possano tramutarsi alle prossime amministrative in consensi di voto al punto da far vacillare gli equilibri politici consolidati in città”

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