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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Acqua&Sapone: tavolo di crisi in Regione. Con un cauto ottimismo

Possibile subentro della cooperativa Adrilog, resta il nodo dell'affitto

SIENA. Nuovo tavolo di crisi ieri in Regione Toscana dedicato alla complessa vertenza della Cesar Spa Logimer marchio Acqua & Sapone di Piancastagnaio, al quale ha preso parte la presidente della Provincia Agnese Carletti.

L’incontro, che si è protratto per tutto il giorno, ha permesso di fare il punto sull’avanzamento dell’accordo quadro di reindustrializzazione e sul possibile subentro della società cooperativa Adrilog, individuata come soggetto in grado di rilevare le attività e tutelare i livelli occupazionali.

Sebbene l’ipotesi di rilancio mostri elementi di concretezza, il perfezionamento dell’operazione rimane subordinato allo scioglimento di un passaggio determinante: la definizione e la sottoscrizione del contratto di locazione degli immobili aziendali.

“Come Amministrazione provinciale guardiamo con cauta fiducia agli sviluppi della trattativa, pur richiamando tutte le parti in causa al massimo senso di responsabilità per evitare che possa essere compromesso il percorso fin qui tracciato.

L’incontro in Regione ha confermato la validità della strada intrapresa per la continuità produttiva del sito e la salvaguardia dei posti di lavoro, offrendo prospettive concrete a dipendenti e famiglie che attendono risposte da mesi”, ha detto la presidente Carletti.

“L’ipotesi di subentro del nuovo soggetto industriale è solida, ma non siamo ancora al traguardo. Serve la massima collaborazione di tutti gli attori coinvolti per superare gli ultimi ostacoli.

Rinnoviamo l’appello affinché si giunga in tempi brevi alla formalizzazione del contratto d’affitto. Si tratta del passaggio conclusivo e indispensabile per permettere all’investitore di rendere operativo il piano di rilancio. La Provincia manterrà un presidio costante al fianco della Regione, delle altre istituzioni locali, delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori fino alla sigla degli accordi definitivi”.

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