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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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A San Gimignano presentata la mostra “L’altra galleria”

Esposizione in programma dal 1° luglio 2026 al 28 febbraio 2027 nel Complesso museale di Santa Chiara: nell'allestimento acquisizioni e opere dai Musei Civici mai esposte

SAN GIMIGNANO. Si intitola “L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano” la mostra in programma dal 1° luglio 2026 al 28 febbraio 2027 a San Gimignano, nel Complesso museale di Santa Chiara, che raccoglie opere custodite nei depositi dei Musei Civici, acquisizioni recenti, donazioni, opere restaurate, documenti d’archivio e testimonianze artistiche pronte a raccontare un’identità culturale ampia e variegata della città delle torri. L’esposizione sarà inaugurata martedì 30 giugno 2026 alle ore 18 ed è stata presentata alla stampa questa mattina, martedì 23 giugno, con la partecipazione di Andrea Marrucci e Niccolò Guicciardini, rispettivamente sindaco e vicesindaco di San Gimignano; Valerio Bartoloni, direttore dei Musei Civici di San Gimignano e curatore della mostra; Isacco Cecconi, per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, e Antonio Natali, collaboratore scientifico della mostra.

L’esposizione è promossa dai Musei Civici di San Gimignano e da Opera Laboratori, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, la Fondazione Musei Senesi e la Rete del Contemporaneo in Toscana. La mostra conta sul patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena.

Curata da Valerio Bartoloni, direttore dei Musei Civici di San Gimignano, la mostra riunisce quasi 90 esemplari tra bronzi, maioliche, dipinti, disegni e grafiche, databili tra la seconda metà del Quattrocento e la fine del Novecento. La maggior parte delle opere sono inedite e mai esposte al pubblico e provengono da recenti mirati acquisti, donazioni e dalle raccolte conservate nei depositi dei Musei Civici.

“L’altra galleria” è una mostra tesa a restituire alla fruizione pubblica opere rimaste a lungo lontane dallo sguardo dei visitatori, alcune delle quali appositamente restaurate. Il percorso espositivo va così ad ampliare il racconto della città, affiancando alla sua celebre connotazione medievale una lettura più articolata della storia artistica e museale di San Gimignano: dalle origini del Museo Civico, fondato nel 1906, fino alla nascita e allo sviluppo della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Anche il titolo della mostra richiama questa dimensione, proponendo un’“altra galleria” rispetto alle collezioni permanenti e un itinerario parallelo e complementare che permette di riscoprire nuclei di opere, artisti e documenti capaci di illuminare aspetti meno conosciuti del patrimonio civico.

Per il curatore, Valerio Bartoloni, si tratta di “un progetto che coniuga tutela e valorizzazione e che intende attribuire rilievo a beni sconosciuti o da tempo sottratti alla fruizione pubblica. Opere in parte frutto di una consapevole politica di acquisizioni condotta in questi ultimi anni, tesa non tanto a una mera implementazione del patrimonio, quanto a un arricchimento in grado di colmare alcune lacune delle già ragguardevoli raccolte museali, offrendo nuove chiavi di lettura per una più adeguata comprensione dell’insieme e nuove prospettive per un rinnovamento delle collezioni”.

“La mostra – aggiungono Andrea Marrucci e Niccolò Guicciardini, rispettivamente sindaco e vicesindaco di San Gimignano – raccoglie, in maniera unica e straordinaria, opere mai esposte e nuove acquisizioni rese possibili dal Comune di San Gimignano. Un impegno coerente con la politica culturale messa in campo dall’amministrazione comunale per valorizzare il nostro patrimonio storico e artistico e far sì che la cultura sia ancora di più uno strumento per raccontare la nostra comunità e la nostra città, che è più di una storia”.

 Il percorso si articola in cinque sezioni ordinate secondo un criterio tematico e prevalentemente cronologico.

La prima, intitolata “Una raccolta eclettica. La Donazione Pacchiani”, presenta una notevole selezione di bronzi e maioliche che vanno dalla seconda metà del XV al XVIII secolo, donati ai musei di San Gimignano da Fiamma Pacchiani dando continuità a una precedente donazione familiare già esposta nel Complesso museale di Santa Chiara.

La seconda sezione, “Tra Cinquecento e Settecento. La devozione popolare”, raccoglie opere del XVI-XVIII secolo legate alla religiosità e alla devozione popolare a San Gimignano, tra cui una preziosa serie di ex voto dedicati a Santa Fina e dipinti di particolare interesse storico e artistico.

Nella terza sezione, “Più di un’Accademia. San Gimignano e i suoi interpreti tra Ottocento e Novecento”, sono raccolti dipinti e disegni legati alla città e alla sua storia artistica. Tra i protagonisti spicca Niccolò Cannicci, figura di rilievo della pittura toscana del secondo Ottocento e strettamente legato a San Gimignano, presente in mostra con sei opere. Tra queste, “Guardianella di tacchini” del 1887, scelta anche come immagine simbolo dell’esposizione. La stessa sezione accoglie, in specifici nuclei, opere di Raffaele De Grada, Pietro Annigoni e di vari artisti che hanno interpretato scorci, vedute e paesaggi della città e della campagna sangimignanese. Oltre a questi, figurano i pittori valdelsani Augusto Bastianini, Antonio Salvetti, Ugo Capocchini e Mino Maccari, il vincitore del premio nazionale di pittura “Raffaele De Grada” del 1965 Vincenzo Ciardo e il fiorentino Guido Peyron. Il percorso è completato da un’ampia serie di documenti che approfondiscono il tema della sezione (cataloghi, lettere, riviste e materiali d’archivio).

La quarta sezione, “Genius Loci”, è dedicata agli artisti di San Gimignano dell’Ottocento e Novecento, con pregevoli opere di figure ancora da approfondire criticamente, tra cui Gaetano Lari, Garibaldo Cepparelli e Angiolo Martinucci.

Chiude il percorso la sezione “Revival Contemporaneo”, dedicata a opere di artisti di rilievo del Novecento, tra cui Ernesto Treccani, Sebastian Matta e Nunzio, donate in occasione delle mostre temporanee promosse dal Comune di San Gimignano nell’ultimo ventennio del secolo scorso. Un nucleo che rievoca la stagione espositiva della città e la genesi della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea a partire dagli anni Settanta, impreziosito da apparati grafici inerenti alle opere e alle mostre realizzate dal Comune e dai Musei Civici.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Sillabe, in uscita a settembre 2026, con immagini e schede delle opere affidate a vari storici dell’arte, testi del curatore Valerio Bartoloni e di Antonio Natali e presentazioni istituzionali. Da settembre 2026 a febbraio 2027 sono inoltre previste conferenze, visite guidate, attività didattiche e focus scientifici dedicati ai principali temi e artisti che caratterizzano le diverse sezioni.

L’organizzazione è affidata all’Ufficio Musei del Comune di San Gimignano e all’Ufficio Cultura di Opera Laboratori Fiorentini, con segreteria organizzativa di Vanessa Chesi e Barbara Tavolari. Gli allestimenti sono realizzati da Opera Laboratori e Sillabe con il coordinamento dell’architetto Gianni Cinali.

Orari di apertura. La mostra sarà aperta negli stessi orari dei Musei Civici di San Gimignano: fino al 31 ottobre dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 19); dal 1° novembre al 31 marzo dalle ore 11 alle 17.30 (ultimo ingresso alle ore 17); dal 26 dicembre al 6 gennaio dalle ore 10.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle ore 18). I Musei Civici di San Gimignano sono chiusi il 25 dicembre.

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