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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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La violenza sui minori si arresta con la cultura

Il garante regionale Sestini interviene sulla vicenda di Torrita

FIRENZE. Con “cautela” perché ancora non si conoscono i termini precisi dell’episodio, ma con la “fermezza che casi di questo genere impongono”. Il Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Toscana, Grazia Sestini, interviene sulla vicenda che ha coinvolto una quindicenne maltrattata dal padre con calci, pugni e picchiata con un manico di scopa a Torrita di Siena, lo scorso 1 novembre. Una vicenda che “riporta drammaticamente alla luce il fenomeno della violenza su minori, per nulla scomparso, che coinvolge sempre più adolescenti di ogni classe sociale e di ogni cittadinanza”.
La “cautela” che muove il Garante della Toscana è accompagnata da un “invito forte a ribadire un allarme lanciato appena un anno fa”, in occasione della campagna di Save the Children “A mani ferme, per dire no alle punizioni fisiche sui bambini”.Se “non è superfluo condannare tutte le forme di punizione fisica, non è altrettanto superfluo mantenere alta l’attenzione verso un fenomeno che è ben lontano dal diminuire”, osserva Sestini ricordando che “oltre il 10 per cento di accessi al codice rosa dei nostri pronto soccorso, per violenza e maltrattamenti, è costituito da minori”. E la vicenda della quindicenne spinge il Garante a sottolineare che “certo, le leggi sono importanti”, quella sul femminicidio contiene importanti riferimenti alla violenza sui minori, ma “non è una legge che può arrestare un fenomeno tanto drammatico. Serve investire sulla cultura cui si deve aggiungere la cura e la presa in carico dei minori e dei ragazzi vittime di maltrattamenti”. Parallelamente, è “necessaria un’attenta valutazione di chi maltratta, spesso persone recidive, per cui vanno attivati percorsi non solo di allontanamento provvisorio, ma anche di cura”.
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