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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Gli immigrati raccontano il loro viaggio: fuggiamo dalla miseria

Sono tutti giovanissimi i tunisini ospitati a Tocchi

SIENA. (a.m.) Sono tutti giovanissimi ed in buone condizioni i tunisini provenienti da Lampedusa che sono alloggiati da questa notte (5 marzo) nel centro regionale di addestramento presso la Pineta a Tocchi, una frazione del comune di Monticiano. I migranti, sbarcati da Livorno insieme ad altri destinati ad altre località, hanno tutti tra diciotto e ventidue anni e sono ospitati nella struttura in aperta campagna, dove viene dato loro vitto e alloggio, dopo una prima accoglienza per rispondere ai bisogni principali. 
Contrariamente alle disposizioni comunicate alla Stampa dalla Prefettura di Siena secondo cui il Ministero dell’Interno aveva vietato qualsiasi contatto, con questi giovani è stato possibile parlare  oggi brevemente delle esperienze che hanno vissuto. Inizialmente i giovani non sembravano intenzionati a parlare con i giornalisti, poi si sono sciolti e hanno potuto raccontare qualcosa del loro viaggio, da quando hanno deciso di lasciare la Tunisia per arrivare a Lampedusa. 
I migranti sono apparsi tranquilli ed in buone condizioni, hanno chiesto sigarette e anche qualche giornale, che però  non può essere fornito secondo le disposizioni. I ragazzi hanno  mostrato di essere ottimisti sul loro futuro, peraltro ancora incerto e hanno parlato della loro esperienza. “Siamo stati diciassette giorni a Lampedusa  – ha raccontato uno di loro – che era troppo affollata, tanto che negli ultimi giorni i pasti e l’acqua scarseggiavano”. I giovani tunisini ci hanno tenuto  dire, ripetendolo più volte, che che se ne sono andati  perchè “in  Tunisia c’è la miseria più nera  e invece noi vogliamo avere un  lavoro che ci permetta di vivere”. Hanno ricordato anche come il passato presidente del loro paese  Ben Alì fosse molto ricco: “ci ha preso tutto lasciandoci nella miseria più totale, ci ha costretto ad abbandonare le nostre famiglie che sono ancora in Tunisia”. “Il nostro futuro quindi  – hanno spiegato – lo vediamo in un paese della comunità  europea, in Italia, in Francia, in Belgio”.
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