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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Fondazione Mps vende il 6,5 per cento: i commenti

Il sindaco Valentini: "Ribellione ad una morte annunciata"

SIENA. Mentre a Milano Mps è stata “congelata” e poi riammessa dopo l’annuncio della cessione ed il titolo segna un rialzo teorico dell’8,43% a 0,27 euro, iniziano ad arrivare i primi commenti.
Con l’operazione di oggi la Fondazione “ha perfezionato e completato – spiega la presidente Antonella Mansi – un percorso rilevante di cessione della partecipazione nella banca che al di la’ delle questioni puramente economiche e consente alla Fondazione di poter restare, anche se in una quota molto di ridotta nella banca e di restare in un contestoentro cui poter efficacemente esprimere il proprio indirizzo”. Per Mansi “si rafforza il legame tra banca e territorio dando un contributo internazionale, partecipando in maniera concreta e rispondendo all’esigenza di stabilità dell’azionariato, che era nelle nostre convinzioni ma anche gli auspici delle istituzioni e della banca stessa. Non ci dobbiamo dimenticare mai – aggiunge – da dove siamo partiti per cui continueremo a lavorare avendo come obiettivo prioritario quello di restituire al territorio senese una Fondazione sana, solida e che possa tornare presto a contribuire allo sviluppo della società”.
“Oggi ci siamo impegnati sul 2,5% che è sicuramente la quota con cui parteciperemo all’aumento dicapitale”, ha detto la presidente della Fondazione in vista dell’aumento di capitale della banca da 3 mld previsto per giugno. La quota del 2,5% è stata sancita conl’accordo lock-up sottoscritto dall’ente di Palazzo Sansedoni con Fintech Advisory e BTG Pactual Europe. “In questa fase poter pensare di avere ancora una partecipazione in banca Mps è in assoluto il più grande lusso che noi abbiamo e di cui dobbiamo avere piena consapevolezza”.

“Tutti erano pronti a spartirsi le spoglie della Fondazione che è riuscita a rialzarsi e sconfiggere come un Lazzaro redivivo i profeti di sventure”, ha sottolineato il sindaco Bruno Valentini commentando l’operazione con cui oggi la Fondazione Mps ha venduto un altro 6,5%, della sua partecipazione in Montepaschi. “Siamo davanti – ha aggiunto – a una Fondazione che grazie all’appoggio delle istituzioni e dei soci fondatori si è ribellata a un destino che sembrava quello di una morte annunciata”. Guarda il video.

Secondo il presidente dell’Acri e della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, Palazzo Sansedoni “sta operando bene e salvaguardando il suo patrimonio”. “Sul dettaglio non entro perché non lo conosco”, ha puntualizzato a margine della presentazione di un bando sul welfare.

“Il patto di sindacato per la Fondazione MPS è, ancora una volta, totalmente in linea con quanto prospettato dalla Lega Nord. In un incontro pubblico del 7 novembre 2012, infatti, con l’allora On. Gianni Fava ed il Segretario comunale, Francesco Giusti, con il sostegno dell’Avvocato Luigi De Mossi, ma anche più volte in passaggi televisivi con l’allora candidato Sindaco Maurizio Montigiani, i rappresentanti del Carroccio vedevano proprio in un “patto di sindacato” la strada di uscita per mantenere un minimo della rappresentanza territoriale senese all’interno dell’assetto societario della Banca MPS. L’altra “profezia” leghista che va avverandosi è quella del commissariamento (si badi bene, non la nazionalizzazione!), che di fatto è stato svelato stamani dalla stampa nazionale specializzata, che spiegava l’arrivo di un “trustee” dall’Europa, cioè di un “legato”, al fianco dell’attuale Consiglio di Amministrazione. “Ancora una volta la Lega si conferma lungimirante nelle proprie scelte”, affermano dalla Segreteria del Carroccio, che non esita ad attaccare il Presidente Profumo: “Adesso è spiazzato e deve alzare bandiera bianca, soprattutto dopo la vicenda relativa al Crac Divania. Basta con il falso moralismo! In Monte dei Paschi, Profumo ha esternalizzato e prepensionato migliaia di lavoratori, ha licenziato giovani dirigenti, ma ha confermato una serie di manager ed ex stretti collaboratori del predecessore Mussari, addirittura riciclandone alcuni già “rottamati” nelle controllate”.
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