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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Focardi in Regione: "Piano di rientro tra il 2009 e il 2012"

SIENA. In Regione si analizza la "salute" degli atenei toscani. Se la situazione più critica riguarda l'Università di Siena – deficit assestato a 145 milioni di euro – le altre università non vivono situazioni "rassicuranti". A partire dall'Ateneo di Firenze che chiude il bilancio in pareggio grazie ad alienazioni immobiliari a finire a quello di Pisa che, pur chiudendo in pareggio calcola di andare in deficit a partire dal 2009.
Tutti dati "freschi" arrivati durante l’audizione davanti alla commissione cultura del Consiglio regionale toscano, presieduta da Ambra Giorgi.
Il punto della situazione era stato richiesto dal vicepresidente dell’Assemblea regionale Alessandro Starnini.
La commissione ha ascoltato il rettore di Siena, Silvano Focardi, e i prorettori delle Università di Fi renze e Pisa, Leonardo Casini e Roberto Lorenzi. Il rettore di Siena,
ha ricordato che è in preparazione un "piano di rientro che, tra il 2009 e il 2012", dovrebbe consentire all’Ateneo "di giungere al pareggio di bilancio".

Focardi ha spiegato che nemmeno un mese fa si è appreso che una struttura amministrativa ben determinata dell'Università di Siena, cioè quella dell'area contabile e i suoi responsabili, ha pensato di risolvere i problemi di liquidità dell’Università non versando i contributi Inpdap dovuti per il personale docente e non docente. In dieci mesi si è così generato un deficit consistente, che sommato a quello attinente ai mutui contratti per interventi edilizi (debito che era stato ridotto e ristrutturato nel 2006) ha prodotto un deficit corposo.
Focardi ha poi lamentato che a partire dal 2001 i Governi non hanno più finanziato gli aumenti stipendiali annuali delegando questo compito alle singole Università. “Siccome Siena ha molto personale – ha aggiunto – questo ha prodotto ulteriori difficoltà”. Focardi ha infine detto che il sistema di controllo amministrativo dell’Università di Siena, a partire dalla nascita dell’autonomia finanziaria, non ha funzionato: “Dovremo senz’altro riorganizzarci su questo fronte”.

Anche i vertici delle altre due Università toscane di Firenze e Pisa hanno puntato l’indice sull'assottigliamento dei finanziamenti statali che non contemplavano gli aumenti salariali. Aumenti che per Casini, che ha ricordato che a Firenze sono stati "alienati" gli immobili non funzionali all’attività, "sono pari al 4%". Una situazione che per il prorettore di Pisa Lorenzi, deriva anche dalle difficoltà connesse con i trasferimenti "Sempre più poveri dal fondo ordinario".

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