SIENA. I furbi stiano attenti. Stiano attenti quelli che usufruiscono delle agevolazioni sociali dei Comuni riservate a chi non ha un reddito sufficiente e poi invece hanno disponibilità finanziarie che permettono loro una vita senza problemi se non agiata: Perché c’è una specie di "grande fratello fiscale" che li potrebbe pizzicare con maggiore possibilità rispetto al passato.
Un preciso e chiaro avvertimento arriva dal protocollo d’intesa che il Comune di Siena e la Guardia di Finanza di Siena hanno firmato questa mattina (6 novembre). Un accordo che mette nero su bianco una collaborazione già in atto magari in maniera più saltuaria e che permetterà una maggiore efficacia dei controlli sulle prestazioni sociali agevolate.
In sostanza come ha detto il comandante provinciale colonnello Giovanni Padula “occorre fare in modo che il fenomeno dei finti poveri si fermi. E il protocollo va in questa direzione”.
Praticamente il Comune di Siena (e presto anche gli altri comuni senesi che seguiranno l’esempio del capoluogo firmando anche loro il protocollo) come ha sottolineato il tenente Giuseppe Cerasoli comandante della compagnia di Siena “ci invierà l’elenco dei beneficiari delle prestazioni sociali agevolate e noi faremo i controlli sul territorio utilizzando il nostro sistema Cet (controlli economico territoriale)”.
Sarà interessante aspettare i risultati di questi controlli.
Già l’effetto annuncio potrebbe consigliare ai finti poveri nostrani di rinunciare a prestazioni che potrebbero invece essere utilizzate da chi ne ha davvero necessità. Perche come ha puntualizzato l’assessore del comune di Siena Maria Teresa Fabbri (che ha sottoscritto il protocollo) “chi ha davvero bisogno magari non si fa avanti. Per questo molte situazioni di emarginazione restano sconosciute”.
In ogni caso c’è la necessità di maggiori controlli come del resto dimostrano alcuni dati che si riferiscono al settore abitativo su cui la Finanza, in collaborazione con Siena casa ha lavorato. Nel 2008 sono state denunciate 198 persone perché non avevano diritto a contributi sociali sul canone di locazione. Nel 2009 il numero è calato a 46.



