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Ecco le mosse dei prefetti di Toscana contro gli appalti pubblici

di Enrico Campana
SINALUNGA.  Alla Locanda dell’Amorosa il tavolo di lavoro (itinerante)  dei 10 prefetti della Toscana “riguardante la soluzione di  problemi e interessi comuni, salvo la peculiarità delle varie province”, come ha premesso il coordinatore del vertice, Andrea De Martino prefetto di Firenze,  ha affrontato oggi (13 luglio) tre priorità: 1) Il maggior contrasto alle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici,  2) la semplificazione amministrativa riguardante l’adozione della Posta Certificata e l’accesso diretto all’Indice Nazionale dell’Anagrafe, 3)  le  iniziative prevista dalla Toscana per la celebrazione del 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia del 2011.Q
Per quanto riguarda il  lavoro di contrasto di infiltrazione mafiose,  si interverrà  – ha spiegato De Martino –  secondo una direttiva del Ministro degli Interni Maroni  anche  al di sotto della soglia prevista fissata su 5.093.124,77 euro  per l’importo dei lavori e 203.725  euro per forniture beni e servizi. Controlli a tappeto e  in profondità, dunque,  sottoscrivendo protocolli d’intesa con le varie “stazioni appaltanti”, Comuni, province, Regioni, Anas , Trenitalia e altre istituzioni.
“Vaglieremo sia le grandi opere come i lavori minori per accrescere la difesa del territorio e prevenire l’aggressione dei colletti  bianchi”, ha spiegato De Martino che prevede due mesi di tempo quale massimo per firmare il protocollo d’intesa con le stazioni appaltanti per  arrivare a uno snellimento  di queste operazioni  attraverso controlli rigorosi che via via “dovrebbero  creare  automaticamente delle liste bianche, senza  doverci  magari addentrare nelle ispezioni”.
 Per quanto riguarda la  semplificazione amministrativa, i Prefetti puntato su due strumenti , la Posta  Elettronica Certificata e l’Indice Nazionale Anagrafe  che fanno parte delle cosiddette  armi intelligenti della riforma del Ministro Brunetta con un fine  per tutti: risparmio di tempi e costi.
Si prevede  di creare 13 aree nelle quali scambiare tutte le comunicazioni per via elettronica e realizzare la cosiddetta “ dematerializzazione “,  come ma chiama Brunetta, niente più carta, inchiostro, fax, questo per  la cosiddetta “ posta elettronica certificata “.  L’indice ministeriale dell’anagrafe  che raccoglierà  i dati di ogni cittadino accorcerà  invece le istruttorie permettendo  alle Prefetture di  acquisire direttamente le necessarie informazioni senza dover passare dai comuni.
Per quanto riguarda le iniziative per  il 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia l’obiettivo è quello di raccogliere  indicazioni di Comuni,Province  e Regioni e il anche dal mondo della cultura “affinchè – ha sottolineato De Martino – queste programmazioni possano essere condivise reciprocamente  onde celebrare in materia degna l’Unità d’Italia”
Alla conferenza stampa  ho voluto chiedere, per il Cittadinoonline.it, se il tavolo di lavoro si fosse soffermato anche sul problema del “lavoro nero” e dell’immigrazione clandestina, con particolare riguardo alla Toscana. “Si tratta di problemi – ha spiegato De Martino  facendo un’ampia panoramica, ma senza allarmismi particolari oltre al caso dei cinesi  nelle aree di Prato e Firenze– sui quali tutte le prefetture della regione si adoperano da anni e avvertiti da tutti specie con l’importazione  dagli Stati Unito dai fallimenti  degli istituti bancari e assicurativi  e il riordino dei conti pubblico che hanno terminato questa  crisi economica, per cui si è resa necessaria un’azione contro bande o sodalizi criminali e altre manovre, come immigrazione clandestina,  affitti in nero, affitti riguardanti gli studenti ma anche forme di usura, controlli di attività di aziende agricole e turistiche e altre forme di aggressione economica di immigrati regolari con l’apporto dei nostri cittadini”.
Da parte sua il prefetto di Siena, Gerarda  Maria Pantalone, riguardo alla lotta alle infiltrazioni mafiose e camorristiche nella nostra provincia, è convinta di poter ridurre nel proprio contesto i tempi per il protocollo con le stazioni appaltanti (“da uno a due mesi massimo”), suggerendo inoltre ai colleghi un ulteriore strumento, il coinvolgimento diretto del sindacato dei costruttori. “Vorrei riuscire a estendere per prima nella provincia di Siena  i controlli anche attraverso una collaborazione con l’Associazione Nazionale Costruttori Edili obligandola a fornirci i dati”, ha anticipato garantendo inoltre  la massima vigilanza sul problema dei furti d’appartamenti e rapine  che non sarebbero in pericolo di escalation. “Fortunatamente non ci sono fenomeni di una certa rilevanza, siamo in ottima posizione rispetto ad altre realtà, il sistema di prevenzione funziona”.  E ha promesso, molto motivata, un primo bilancio ufficiale dopo l’estate, a un anno dal suo arrivo a Siena “con un’analisi voce per voce dei vari fenomeni per capire cosa si è fatto e stabilire un rapporto con il cittadino”.
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