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Dal Consiglio comunale un segnale forte sull’Università

Alcuni consiglieri chiedono che il Comune si costituisca parte civile

di Alessandra Siotto

SIENA. La situazione dell’Ateneo senese è stata al centro del dibattito del consiglio comunale cittadino di oggi (21 luglio), durante il quale maggioranza e opposizioni hanno dato un segnale forte di unità sull’argomento. Infatti, all’ordine del giorno c’erano due mozioni, una della maggioranza e una del Pdl, che sono state entrambe approvate, la prima con 21 voti favorevoli e 9 astenuti, la seconda con con 8 voti favorevoli e 22 astenuti.

Il sindaco Ceccuzzi è intervenuto ripercorrendo le tappe che in questi giorni vedono un confronto con “il Rettore affinché l’Università nella sua autonomia possa valutare le osservazioni che abbiamo inviato con il Presidente della Provincia”. “Il rapporto Censis – ha detto Ceccuzzi – ci invita ad avere un approccio positivo poiché conferma l’Ateneo senese al secondo posto assoluto a livello nazionale”. Il sindaco ha poi illustrato per punti le osservazioni proposte al Rettore: “l’omissione nella bozza del nuovo statuto del certificato di nascita dell’Università, che è stata fondata dal Comune nel 1240; la puntuale distinzione tra territorio di riferimento, cioè quello senese dove si trova da sempre la sede storica, e che la stessa è una ed indivisibile, e il territorio di interesse, che comprende un’area più vasta, anche per riassorbire una politica delle sede decentrate dispersiva ed insostenibile; una previsione di collaborazione paritaria nella convocazione e nello svolgimento della conferenza territoriale, luogo di confronto tra Ateneo e tutte le istituzioni del territorio; le modalità di nomina dei membri esterni al consiglio di amministrazione per coinvolgere gli Enti Locali”. Su questo punto Ceccuzzi ha spiegato che “nel governo dell’Ateneo i membri di nomina esterna passeranno da 1 a 5 e chiedevamo che fosse il sindaco a dare una rosa di nomi, tra cui il Rettore avrebbe scelto, di concerto con il presidente della Provincia e della Camera di Commercio, ma questa proposta non è stata accettata”. Il primo cittadino ha poi aggiunto un’altra osservazione, individuata dopo l’incontro di ieri con i sindacati: “nello Statuto deve esserci un esplicito richiamo al vincolo del pareggio di bilancio, principio che deve ispirare tutti gli amministratori dell’Università”.

“Lo Statuto – ha affermato il sindaco – deve garantire un legame forte con la città ed insieme l’indipendenza dei membri esterni, che verranno nominati nel prossimo consiglio di amministrazione. La storia recente deve essere di monito a chi pensa che l’autonomia possa trasformarsi in autarchia senza responsabilità. Al governo dell’Università debbono partecipare anche soggetti che non ne siano dipendenti, proprio per garantire quella terzietà di giudizio che non sia influenzata dall’ufficio ricoperto”. Il primo cittadino, infatti, ha affermato con forza che “non deve aumentare l’autoreferenzialità dell’Università, ma ci deve essere un legame forte con le istituzioni del territorio”. “I 37 enti locali – ha aggiunto – non hanno mai avuto deficit come quello dell’Ateneo e il territorio ha fin qui ha dimostrato di avere capacità superiori rispetto a quelle dell’Università. L’Ateneo nella sua autonomia ha scelto di allentare il rapporto con il territorio, proprio in un momento come questo. Ne prendiamo atto e continuiamo a lavorare per per sostenere i dipendenti e per fare quello che ci compete, ma di certo si poteva fare di più e meglio”.
“Il connubio secolare – ha concluso Ceccuzzi – tra Università e città, e la contingenza del momento devono spingere tutti coloro che hanno a cuore le sorti delle future generazioni a trovare soluzioni condivise che uniscano comunità accademica e comunità civica. Ieri ho espresso la piena solidarietà della città ai lavoratori dell’Università ed ho preso l’impegno di convocare quanto prima il coordinamento interistituzionale per fare il punto sul piano di risanamento, le ricadute sui lavoratori, sull’organizzazione della didattica e della ricerca e sull’iter dei decreti attuativi della legge Gelmini”.

Dopo l’intervento del sindaco si è aperto il dibattito e il consigliere Vigni, che si è astenuta su entrambe le mozioni perchè le giudicava parzialmente condivisibili, ha affermato che “all’Università ci sono state manie di grandezza, sprechi, troppe assunzioni, uno smisurato ufficio comunicazione, l’apertura di piccole sedi fori della città, che anno portato a deficit di bilancio”. “C’è stata – ha aggiunto – una gestione non responsabile e i revisori dei conti non si sono accorti di niente; neanche i rappresentanti delle istituzioni sono stati in grado di esercitare un controllo vero. Il Comune deve costituirsi parte civile, in quanto danneggiato dal deficit e a breve formalizzerò questa proposta”. Anche De Risi ha proposto che l’amministrazione comunale si costituisca parte civile “per dare un segnale forte” e ha sottolineato come “Pietra Serena e Libera Siena già dal 2008 denunciavano lo stato di crisi dell’Ateneo”. Secondo Falorni “ci deve essere almeno un rappresentante del Comune di Siena del consiglio di amministrazione dell’Università”. Dal Pdl, con Manganelli, un invito forte “all’indignazione, che dovrebbe essere il sentimento prevalente in questo consiglio per il modo in cui è stata ridotta l’Università”. “Dobbiamo essere indignati – ha aggiunto – per le responsabilità di questo deficit, che hanno nomi e cognomi: ci hanno insegnato che chi sbaglia paga. La missione della politica è quella di salvare l’Ateneo, ma senza dimenticare chi ha sbagliato. Da questo consiglio deve emergere un giudizio politico, che oggi non ho sentito, perchè la colpa di qualcuno sarà stata!”. “Forse – ha concluso – anche la politica ha avuto colpe e responsabilità nel deficit dell’Ateneo”.

Ma l’Università non è stato l’unico dei temi trattati dal consiglio. Infatti, oltre alle interrogazioni e alla nomina delle commissioni consiliari, sono stati discussi due punti per quanto riguardano gli affari. E’ stata revocata, all’unanimità la delibera, assunta nel novembre 2010 con la quale l’Amministrazione aveva accolto la proposta della Banca MPS per rimodulare il profilo di ammortamento di 16 mutui a tasso fisso per un capitale residuo di circa 15 milioni di euro. La nuova decisione è motivata dal fatto che, durante il periodo necessario ad effettuare la variazione, era venuta meno la convenienza economica proposta. 

E’ stato inoltre deciso di cambiare gli assetti societari di alcune aziende partecipate. Con 18 voti a favore e 7 astenuti è stato approvato il progetto di fusione, per incorporazione, della s.r.l. Agenzia Provinciale per lo Sviluppo Locale nella s.r.l. Agenzia Provinciale per l’Energia e l’Ambiente, con l’obiettivo di ottimizzare risorse e capitali attraverso una gestione più razionalizzata. Secondo le setsse motivazioni, anche una parte della Società Eurobic Toscana Sud S.p.A. andrà a favore della società beneficiaria APEA, mentre la restante sarà trasformata in s.r.l. In pratica, si tratta di tre società riunite in un’unica Agenzia che si occupa di politiche sostenibili. Il nuovo assetto, a maggioranza pubblica (la partecipazione del Comune di Siena è minima nelle prime due, dove il socio di maggioranza è l’Amministrazione Provinciale e inesistente nella terza), dovrebbe permettere una maggiore efficienza: un unico Consiglio di Amministrazione e un unico Collegio Sindacale; oltre ad un considerevole contenimento dei costi con risposte più celeri e soddisfacenti in un’economia di scala.

Il consiglio comunale è terminato in serata con l’approvazione di una mozione sull’Opera Metropolitana di Siena. Il presidente del consiglio Piccini ha espresso soddisfazione poiché “sono stati trattati tutti i punti all’ordine del giorno ed è la prima volta che succede da quando presiedo il consiglio”.

(Foto di Corrado De Serio)

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