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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Dal Consiglio comunale di Siena

Tra i temi delle interrogazioni anche la Mens Sana

SIENA. Dal Consiglio comunale odierno.
La composizione societaria di “SEI Toscana” e le tipologie contrattuali dei suoi dipendenti sono stati oggetto di un’interrogazione a firma di Michele Pinassi (Siena 5 Stelle), il quale ha chiesto quali azioni intenda intraprendere l’Amministrazione Comunale per tutelare i lavoratori rispetto ai contenuti del bando di gara dell’ATO rifiuti Toscana sud. SEI Toscana ha raggruppato, dapprima in forma temporanea, poi con costituzione formale, tutti i soggetti deputati alla gestione del ciclo dei rifiuti nelle province di Siena, Arezzo e Grosseto: le s.p.a. Siena Ambiente, Aisa, Coseca, Csai, Csa e Casentino Servizi. Dal 1° gennaio scorso, la società svolge il ruolo di gestore unico per la raccolta integrata dei rifiuti nelle tre province, e da alcuni giorni anche in sette Comuni della provincia di Livorno, con una dotazione organica di 876 dipendenti.
“A quanto ci risulta – ha detto il consigliere – l’ATO Rifiuti Toscana sud, gestore del servizio e organizzatore della gara, ha imposto a SEI di assumere tutti i dipendenti dei partner industriali che, dopo la gara, si sono aggiunti alla società neo-costituita: Cooplat, Crcm, Ecolat, Revet e Sta, applicando il miglior contratto di settore, quello di Federambiente. Abbiamo appreso dalla stampa, inoltre, che nell’area sud di Grosseto, la società avrebbe deciso, contrariamente a quanto stabilito in fase di gara, di passare i dipendenti a un gestore interno della società, Cooplat, il che rappresenterebbe una vera e propria esternalizzazione del servizio”.
“Innanzitutto – ha risposto il sindaco, Bruno Valentini – è importante ricordare che i partner industriali citati, ai quali vanno aggiunti Unieco e La Castelnuovese, sono entrati a far parte del raggruppamento di imprese prima della gara. Il loro apporto è infatti derivato dalla necessità di soddisfare una serie di requisiti richiesti dal bando: il livello di fatturato medio per i soli servizi di raccolta rifiuti, che, per il triennio 2007/2009, non doveva essere inferiore a 80milioni di euro; un’estensione del servizio di raccolta rifiuti urbani e assimilati per una popolazione complessiva di almeno 600mila abitanti; l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali per determinate categorie e classi.
Il 15 gennaio 2013 – ha proseguito il sindaco – il raggruppamento di imprese ha proceduto alla costituzione della società SEI Toscana, con sede legale e amministrativa a Siena. Dopo una fase transitoria, durata tutto il 2013, funzionale a consentire, tra le altre cose, il trasferimento del personale secondo quanto previsto dalle linee guida e l’acquisizione degli automezzi e delle attrezzature dei precedenti gestori, il passaggio dei dipendenti è avvenuto sulla scorta di accordi definiti icon le organizzazioni sindacali FP Cgil, FIT Cisl e Uil Trasporti che contemplano, tra i vari istituti, l’applicazione della disciplina del trasferimento di ramo d’azienda, così come prevista dall’art. 2112 del codice civile. In tale contesto, SEI Toscana ha deciso volontariamente di applicare il contratto di settore Federambiente, con evidenti benefici nella busta paga dei dipendenti, oltre a diversi istituti incentivanti che hanno permesso di trasferire, nel nostro capoluogo, tutte le funzioni aziendali. Rispetto alle modalità di gestione del servizio e del personale – ha concluso Valentini –, SEI Toscana ha già precisato che non intende procedere ad alcuna frammentazione e che saranno garantiti standard qualitativi uniformi su tutto l’ambito di competenza, con la salvaguardia dei diritti e delle tutele di ciascun dipendente. Ogni decisione in merito è comunque rinviata all’esito di un confronto tra l’azienda e i sindacati, attualmente in corso”.

I fenomeni di malfunzionamento e assenza del segnale televisivo, le caratteristiche tecniche della rete cittadina in fibra hybrid fiber coax (HFC) e, soprattutto, il regime di convenzione con Telecom Italia, proprietaria dell’infrastruttura, sono stati i temi di due interrogazioni presentate da Marco Falorni (Impegno per Siena) e Luciano Cortonesi e Massimo Bianchini (Nero su Bianco), poi accorpate nella discussione consiliare. Entrambi i documenti sono partiti da considerazioni di natura tecnica e hanno ripercorso la nascita e gli sviluppi del progetto “Siena città cablata”, con il quale, agli inizi degli anni Duemila, fu implementata una rete cittadina di cavidotti stradali, all’interno dei quali furono posati i cavi coassiali in fibra, che consentì l’eliminazione delle antenne dai tetti. La rete, di proprietà di Telecom Italia, cui il Comune di Siena ha riconosciuto, dal 2008 al 2012, un canone annuo di circa 700mila euro, consentiva il trasporto dati e veniva così utilizzata anche per la telefonia e il collegamento internet, finché non è stata superata dall’innovazione tecnologica, con l’avvento delle reti a banda ultralarga in fibra next generation access network (NGAN) che assicurano, ormai, un flusso di 30 MB al secondo.
Mentre l’attenzione di Falorni si è concentrata, principalmente, sulla qualità del servizio di trasmissione televisiva e sullo stato di manutenzione della rete, “per i numerosissimi casi di cittadini senesi, soprattutto nelle zone nord e nord-est della città, che, per diversi giorni, hanno rivolto numerose e pressanti segnalazioni di malfunzionamento all’Urp del Comune di Siena>>, Cortonesi ha preso, soprattutto, in analisi la recente riformulazione del contratto di servizio con Telecom Italia e delle modalità di assistenza help desk, <<in precedenza garantita da una partership tra il Consorzio Terrecablate, Telecom e un consorzio di installatori senesi, con un sistema che aveva mantenuto, negli anni, affidabilità della rete e tempestività di intervento per guasti e disservizi. Sulla stampa – ha continuato Cortonesi – si è dato risalto al nuovo contratto stipulato con Telecom Italia per il servizio di diffusione del segnale tv, trattato direttamente dal Sindaco e rinnovato a condizioni economiche più vantaggiose, per un canone annuo di circa 545mila euro. Sarebbero stati ridotti i tempi di intervento in caso di guasti e migliorati i livelli di servizio, ma riguardo a questo aspetto nutriamo fondate perplessità perchè il cittadino dovrà contattare l’URP, che a sua volta deve richiedere l’intervento dei tecnici Telecom, i quali hanno 3 giorni per verificare la natura del disservizio”.
“Appena insediata – ha risposto l’assessore ai Sistemi informativi, Mauro Balani – la Giunta si è posta il problema di individuare la modalità più opportuna per la gestione del servizio di diffusione del segnale tv, che interessa oltre 25mila unità immobiliari nel nostro territorio, valutando la fattibilità di diverse proposte tecniche anche sotto il profilo finanziario, giuridico e sociale, e non escludendo neppure una eventuale dismissione della rete in questione, parziale o totale, e il ricorso a un’infrastruttura alternativa. A conclusione di questo percorso, dopo aver stimato in circa 4 milioni di euro il costo di una nuova infrastruttura, abbiamo deciso di rinnovare il contratto di manutenzione sulla rete HFC, di proprietà di Telecom Italia, dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2019. Già nel 2012 – ha proseguito Balani –, con la riorganizzazione logistica del sistema in occasione del passaggio dal segnale analogico a quello digitale, erano stati ridotti i costi di servizio e riviste alcune condizioni contrattuali. Adesso, anche grazie al recupero della gestione diretta dei rapporti con i fornitori, attraverso le nostre strutture tecniche, e alla stipula di un contratto pluriennale, abbiamo ottenuto un ribasso di un ulteriore 20%, attestando il costo del servizio al di sotto dei 650mila euro, a fronte dei 1.380mila euro del 2010”.
In merito ai disservizi di natura tecnica al livello della trasmissione e della ricezione del segnale, Balani ha fornito alcuni dati sui guasti verificatisi nel 2013, che sono stati 329, anche se non tutti riscontrati come effettivi, con un tempo medio di risoluzione dei reclami inferiore a 1,7 giorni. Il servizio di help desk erogato attraverso l’URP viene svolto dopo un periodo di formazione del personale; le segnalazioni di guasto sono inoltre monitorate dal Centro Servizi del Comune, quale struttura di back office, attraverso un sistema di messaggistica automatizzata, attiva anche nei fine settimana. “Gli eventuali disservizi – ha concluso l’assessore – sono da attribuire all’avvenuta interruzione dei servizi di assistenza tecnica personalizzata, che risultavano essere fortemente penalizzanti per il Comune nella necessaria valutazione del rapporto tra costi e benefici. Si può affermare che, con il recente rinnovo, abbiamo conseguito una riduzione dei costi e un miglioramento del servizio di diffusione, senza pregiudicare riflessioni sugli assetti che in futuro si renderanno più opportuni: il contratto prevede, infatti, la possibilità del recesso anticipato, dopo i primi due anni, come eventuale via d’uscita per intercettare altri partner e nuove tecnologie”.
Falorni ha espresso una parziale soddisfazione “per il tenore e la completezza della risposta fornita dall’assessore, ma non certo per la situazione oggettiva: forse – ha aggiunto il consigliere – a suo tempo, abbiamo avuto fretta nella realizzazione di un’infrastruttura tecnologica che, in poco tempo, si è dimostrata superata. D’altronde, comprendo che in questo momento l’Amministrazione Comunale non poteva muoversi in maniera diversa a quanto opportunamente fatto e che, a livello tecnico, ci troviamo a farci carico di una situazione della quale, in altre realtà, se ne occupano direttamente i cittadini; ma credo sia comunque necessario monitorare tutte le possibilità per passare a una tecnologia più gestibile e conveniente”.
Anche Cortonesi ha apprezzato “l’onestà intellettuale dell’assessore, che ha ammesso che la rete è vetusta. In questa situazione, probabilmente, meglio di così non si poteva fare. Se l’Amministrazione ha la possibilità di recedere dal contratto quando vuole, perché non partire subito con un progetto, per un valore di circa 3-4 milioni di euro, da rendere esecutivo con forme di finanziamento innovative, che, in meno di due anni, ci permetta di uscire dal monopolio Telecom e di dare ossigeno a ditte, operatori e artigiani locali?”.
L’accesso ai finanziamenti europei per una progettazione multisettoriale, anche in prospettiva della candidatura di Siena 2019, e superare le difficoltà economiche contingenti.
E’ quanto ha sollecitato Laura Vigni (Sinistra per Siena, RC, SsM), focalizzando l’attenzione sul programma quadro “Horizon 2020”, che, già da quest’anno, offre l’opportunità di presentare richieste di contributi e ottenere risorse comunitarie: <<Considerato che in alcuni campi, come quelli dell’energia, dei trasporti, dell’agricoltura e dell’arte, potrebbero essere presentati progetti d’intesa con l’Università degli Studi di Siena, chiedo al sindaco se non ritenga opportuno costituire una struttura amministrativa incaricata di seguire i bandi, predisporre i progetti per la parte legale e di business plan, collaborando con il mondo della ricerca per la parte contenutistica e scientifica delle proposte>>.
<<Il programma Horizon – ha detto il sindaco Bruno Valentini – è rivolto quasi esclusivamente alle imprese e la partecipazione degli enti pubblici sarà marginale e ridotta ai fondi riconducibili al settore “Sfide sociali”. Condividendo, però, l’opportunità del ricorso e dell’accesso alle risorse comunitarie, l’Amministrazione ha, da subito, attivato una figura professionale, all’interno dello staff del sindaco, incaricata di fornire agli uffici il supporto per l’individuazione delle opportunità di finanziamento per singoli progetti, la predisposizione e la rendicontazione degli stessi. A questo scopo, dal 2012, è stato inoltre avviato un percorso di collaborazione con la società partecipata APEA, che dispone di un team di risorse professionali in grado di affiancare l’ente pubblico in tutto il processo>>.
<<Stiamo monitorando – ha aggiunto Valentini – costantemente l’uscita di nuovo bandi: ad esempio, stiamo verificando le condizioni e le possibilità per partecipare a “Energy Efficiency”, un’azione finalizzata a individuare soluzioni per la ristrutturazione energetica degli edifici storici, che premierà, in tutta Europa, un numero di progetti compreso tra 4 e 7, con 21 milioni di euro complessivi a disposizione>>.
La Vigni si è dichiarata parzialmente soddisfatta: <<Apprezzo la collaborazione attivata con APEA e riconosco l’utilità del progetto sugli edifici storici, viste le caratteristiche della nostra città. Devo però rilevare che, mentre in precedenza esisteva un ufficio dedicato alla ricerca e all’analisi dei bandi comunitari, adesso una sola persona non può costituire, da sola, una struttura sufficiente per dare continuità ed efficacia a questo tipo di attività, con il rischio di rendere occasionale e aleatoria la possibilità di intercettare tali opportunità di finanziamento esterne>>. 

E’ stata convalidatala surroga di Alessandro Cannamela di Sinistra Ecologia e Libertà, dimissionario dalla carica di consigliere comunale dallo scorso 6 febbraio, con Giacomo Vigni, candidato della stessa lista e primo dei non eletti. Al nuovo consigliere, già insediato, gli auguri di buon lavoro da parte di Mario Ronchi,  presidente del Consiglio Comunale, e del sindaco Bruno Valentini.

L’adeguamento a quattro corsie del tratto compreso tra lo svincolo con la tangenziale di Siena (Firenze-Siena) e lo svincolo di Ruffolo (Siena Bettolle) nella E78 Grosseto-Fano è stato l’oggetto dell’interrogazione presentata da Giuseppe Giordano e Eugenio Neri del gruppo Siena Rinasce. Nello  specifico Giordano ha chiesto se la progettazione preliminare del Lotto 0 che, in base ad una specifica convenzione  stipulata tra il Comune di Siena e l’ANAS, doveva essere realizzata internamente dall’Ente  sia stata conclusa. La conclusione del preliminare, come ha evidenziato  il consigliere risulta,  all’interno di una mozione presentata al Consiglio regionale lo scorso 21 ottobre, mentre non trova conferma nel sito dell’ANAS, dove la previsione del completamento della progettazione è previsto entro il 2013.

“La progettazione preliminare – ha risposto l’assessore ai lavori pubblici Paolo Mazzini – non è stata ancora conclusa”. Come ha, infatti informato, nell’incontro tenutosi nel 2011 dall’amministrazione allora in carica con l’ANAS, in via informale erano stati consegnati solo alcuni elaborati della progettazione in corso e che, per un’errata comprensione delle notizie che il progetto fosse stato consegnato per intero e quindi il Comune fosse in attesa di risposte o osservazioni.  L’assessore, entrando nello specifico, ha spiegato che l’Ente si era “sobbarcato, forse troppo generosamente questo lavoro, adesso concluso al 70%”. Definito il tracciato e i profili stradali, compresi i tracciati degli svincoli, le indagini geologiche, sismiche e idrauliche, rimangono gli interventi sulle opere d’arte (viadotti e gallerie) di progetto ed esistenti, sulla viabilità complanare, la cantierizzazione, le interferenze dei sottoservizi, lo screening ambientale e la documentazione tecnico-amministrativa. “Per completare il progetto preliminare – ha proseguito Mazzini – prima di competenza dell’ufficio PRUSST (progettazione di interventi di interesse e valenza sovra-comunale), con i cui fondi, e non del Comune, è stato anche finanziato, stimiamo 6 mesi di lavoro esclusivo. Ma dal 2011 il PRUSST è terminato, i dipendenti sono stati assegnati ad altri uffici e la progettazione del Lotto 0 è stata passata all’ufficio progettazione dei LLPP che non ha potuto continuare a lavorarci, dovendo, secondo le priorità dell’amministrazione, seguire altri interventi urgenti come la bretella Isola-Renaccio, il parcheggio scambiatore dei Tufi, la bonifica all’Acquacalda, ecc. Altre, quindi, le priorità da dover fronteggiare, sia relativamente all’impiego delle risorse umane e professionali degli uffici, sia all’impiego degli eventuali 90 milioni di euro che ANAS-Roma mettesse a disposizione>>. <<In merito agli ipotetici 90 milioni – ha concluso Mazzini – si ritiene che, in assenza di finanziamenti certi sui lotti 4 e 9 della Siena-Grosseto, stimati in 250 milioni di euro, sia prioritario mandare avanti quei  lavori già progettati e di grande importanza per tutto il territorio e quindi anche per i cittadini di Siena. Oppure intervenire, con maggior decisione, sullo stato, oggettivamente penoso, del manto stradale della Siena-Firenze”.

Quale futuro per la Mens Sana Basket? Questa, in sintesi, la domanda posta, questa mattina in consiglio comunale da Andrea Corsi (Moderati di Centrodestra ) e Massimo Bianchini (Nero su Bianco).Preoccupati della situazione che sta attraversando questa grande eccellenza dello sport senese, i consiglieri, a seguito dell’incontro tenutosi lo scorso 7 gennaio tra l’amministrazione comunale, la Società e la Polisportiva Mens Sana, hanno infatti chiesto al sindaco quali iniziative intenda adottare per “tutelare questo importante patrimonio della nostra città”.

“Un confronto – ha detto Bruno Valentini – che si è tenuto proprio su mio invito 8e non è stato il solo) per fare il focus sullo “stato di salute” della Società cestistica dopo il venire meno di alcuni sponsor nella stagione precedente,  e dell’imminente scadenza della sponsorizzazione della Banca MPS”. All’appuntamento tenuto con l’assessore allo sport Leonardo Tafani era presente il presidente ella Polisportiva Mens Sana Piero Ricci l’avv. Inturrisi membro della giunta Mens Sana, il GM Ferdinando Minucci e il presidente del collegio sindacale Mens Sana Basket Graziano Costantini. “Compito primario dell’Amministrazione – ha proseguito Valentini – è quello di stimolare il più possibile virtuose sinergie tra gli attori in campo, al fine di verificare che vi sia la forte e decisa volontà di cercare ogni possibile soluzione, al fine di garantire un futuro a questa realtà diventata, per i risultati conseguiti,  una leggenda dello sport, ma anche alla Polisportiva Mens Sana”.

Volontà riscontrate durante l’incontro durante il quale sono emerse alcune ipotesi, a tutt’oggi al vaglio dei tecnici competenti. “Ma non è il Comune l’organo di controllo, atto a validare le ipotesi di percorso societario, non ha responsabilità dirette. La nostra funzione è quella di aiutare a sostenere i progetti dello sport senese, compreso quello minore; contribuire a creare un clima fertile e attraente, in grado di invogliare gli sponsor a investire in questa realtà. E’ quello che stiamo facendo anche per l’AC Siena, con la quale, proprio domani, avremo un incontro”.

Insoddisfatto Massimo Bianchini nell’evidenziare il fatto che il Comune, attraverso una sua partecipata la FISES (finanziaria senese di sviluppo) partecipa al capitale della Mens Sana Basket, quindi, ha responsabilità indirette sulla Società sportiva. “Si deve essere più incisivi – ha ribadito – un’incisività che dovrebbe passare dal dibattito consiliare e da quello della Commissione Sport, da convocare urgentemente e con tutti gli attori coinvolti, così da far conoscere ciò che è accaduto e ciò che sta accadendo. Non chiedo al Comune un impegno economico, bensì istituzionale”. Una richiesta, quella di Bianchini, subito accolta dal presidente del Consiglio comunale che informerà  il presidente della Commissione.

Il recente smottamento in via Gabrielli, all’altezza dei numeri civici 40, 42, 46, dove un terrapieno vicino alle abitazioni è franato, è stato oggetto di un’interrogazione urgente presentata dal consigliere PD Ivano Da Frassini. Il consigliere nel ricordare che già nel 2012 si era verificato lo stesso cedimento per il quale il Comune era intervenuto realizzando dei terrazzamenti che, però, non sonostati in grado di bloccare il recente movimento del terreno, ha evidenziato la pericolosità della situazione e la forte preoccupazione degli abitanti. “In caso di necessità di soccorso – ha, infatti, fatto presente Da Frassini – potrebbe, per l’inaccessibilità alle case, non essere possibile effettuare il servizio richiesto. Lo smottamento, inoltre, sta trascinando a valle le palizzate che erano state installate, con eventuali pericoli di incolumità per chi si avvicina alla zona”. In base a questo, ed alla petizione inviata ieri, 10 febbraio, dagli abitanti degli immobili interessati dalla frana, l’interrogante ha chiesto se sono stati effettuati altri controlli, se sono previsti interventi definitivi e con quale tempistica.

“E’ una situazione nota da tempo, ha risposto Paolo Mazzini, assessore all’ambiente e ai lavori pubblici, visto il forte pendio dove sono stati realizzati gli immobili. Difficoltà strutturali che sono andate a sommarsi a quelle causate dalle forti piogge di questi giorni>>. <<Il personale tecnico degli uffici comunali – ha proseguito – stamonitorando la zona, tant’è che da un sopraluogo che ha interessato anche la condotta della  fognatura bianca è stata individuata una tubazione tronca che può, raccogliendo molta acqua piovana, aver contribuito a compromettere la stabilità dell’area. Adesso verrà effettuato un saggio per capire meglio di cosa si tratta e poter, quindi,intervenire per sanare la situazione che si è verificata”.  Da tener presente che l’urbanizzazione della zona da parte di soggetto privato aveva riguardato anche il sistema fognario, poi trasferito al Comune una volta completati tutti i lavori.

“Spero che si intervenga a breve – ha commentato Ivano Da Frassini – per giungere ad una soluzione definitiva. Io, insieme ai cittadini firmatari della petizione, controlleremo sull’agire e la tempistica dell’amministrazione”.

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