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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Confesercenti: commercio e turismo in crisi nera

SIENA. Dai dati ufficiali del Registro imprese di Siena, con riferimento al 30 giugno di quest’anno arrivano segnali ppreoccupanti dal terziario senese, in particolare dal settore commerciale e da quello turistico. Entrambi i comparti evidenziano un saldo negativo tra nuove aperture e cessazioni di attività. Il fatto nuovo, in particolare, riguarda le strutture ricettive ed i pubblici esercizi, i cui indicatori in questa fase sono peggiori rispetto a quelli del tessuto commerciale.
Nel primo semestre di quest’anno il commercio senese (considerando sia il dettaglio che l’ingrosso) ha registrato 196 nuove aperture e 274 cessazioni di attività, per un saldo negativo di 78 unità: una cifra inferiore a quella emersa a metà dell’anno passato (all’epoca il saldo era -131) ma comunque pari all’1,26 per cento delle imprese registrate a metà anno, e quindi in linea con un trend che caratterizza negativamente il settore già da alcuni anni. Il vero fatto nuovo riguarda l’ambito degli alberghi e pubblici esercizi: il saldo negativo del primo semestre è di 38 unità, pari a circa il triplo della flessione di metà 2008 (-13). In forma aggregata, i due comparti accusano nei primi sei mesi del 2009 una flessione pari all’1,33 per cento della loro consistenza, poco meno del doppio di quella che si evidenzia (-0,71) considerando l’intero tessuto produttivo senese, nell’insieme.  Prendendo in esame gli ultimi 18 mesi, complessivamente il saldo aperture-chiusure nel commercio e nel settore ricettivo riporta 342 aziende in meno: tradotto in posti di lavoro, tra imprenditori e addetti, ciò significa circa 800 unità andate in fumo.
“L’esercito silenzioso di cittadini in crisi si sta infoltendo – commenta il Direttore di Confesercenti Siena, Valter Fucecchi – è indispensabile un intervento di sistema per evitare che altri imprenditori chiudano in massa a fine anno, quando temiamo si verificherà il picco della crisi; teniamo conto che, oltretutto, questi settori non godono di ammortizzatori sociali strutturali. C’è un problema serio di liquidità: perfino la Consob ha parlato di asfissia del credito verso le piccole imprese, su scala nazionale i dati Cgia evidenziano come il 70 per cento degli affidamenti sia riservato ad appena il 5 per cento di aziende, ovvero alle grandi. Banche e istituzioni non possono più ignorare questo stato di cose, vanno messi in atto altri interventi straordinari e misure come la moratoria delle rate sui finanziamenti in essere”.
Confesercenti sottolinea anche la mancata traduzione in fatti di iniziative annunciate anche su scala nazionale: “il settore turistico non ha ancora beneficiato né della riduzione dell’Iva né degli interventi di stimolo per la riqualificazione, in entrambi i casi previsti dal Governo, mentre altre misure di sostegno come i buoni vacanze sono state per ora posticipati – aggiunge Fucecchi – e il commercio necessita un regime tributario locale più consono a questa dura realtà”. 
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