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Ceccuzzi: "Palio e Unesco, un impegno per l’anno prossimo

Il candidato sindaco interviene sull'esclusione della carriera

SIENA. “Il valore, l’unicità e l’immortalità del Palio di Siena vinceranno sulla transitorietà del peggior ministro del turismo nella storia della Repubblica che, tradendo sistematicamente e strumentalmente il suo mandato, offende e diffama la nostra Festa, una delle manifestazioni popolari, storiche e culturali più rappresentative dell’Italia”. Con queste parole Franco Ceccuzzi, deputato del Pd e candidato a sindaco di Siena per il centrosinistra, è intervenuto oggi, mercoledì 6 aprile, alla Camera dei Deputati, alla notizia dell’esclusione della Festa senese dalla lista dei candidati a patrimonio dell’Unesco e “per stigmatizzare le farneticanti affermazioni del ministro Brambilla che ha sostenuto che il Palio non è un simbolo nazionale”.

“Il ministro Brambilla – ha aggiunto Ceccuzzi – dovrebbe avere a cuore la valorizzazione ed il rispetto di ciascuna manifestazione italiana e, in particolare, di quelle che hanno maggior respiro internazionale e danno più prestigio al nostro Paese, come il Palio. Le sue dichiarazioni continuano a danneggiare il Paese e la nostra città, attraverso una sistematica attività di disinformazione che penalizza Siena e la sua Festa. Dichiarazioni minoritarie in contrasto con le parole di netto apprezzamento nei confronti del Palio espresse dal Ministro per i beni culturali Galan e dal sottosegretario Francesco Giro. Il lavoro e l’istruttoria presentate dal Comune di Siena, il parere positivo dell’Unesco e del Ministero ai beni e alle attività culturali sono i punti sui quali fare leva per ripresentare con forza la candidatura del Palio di Siena all’Unesco anche il prossimo anno. Oggi, nel corso del mio intervento alla Camera dei deputati, ho chiesto alla presidenza di rappresentare al governo l’esigenza di intervenire presso il ministro Brambilla – dice ancora Ceccuzzi – affinché interrompa la sua attività di vilipendio e denigrazione nei confronti della nostra Festa, una delle più alte espressioni della cultura e della tradizione italiana”.

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