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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Apertura della caccia: cacciatori in prevalenza disciplinati

SIENA. In provincia di Siena come nel resto della Toscana, si è aperta domenica scorsa la stagione venatoria 2010/2011. Nonostante il maltempo è stata rilevante la presenza di cacciatori, anche in considerazione delle affluenze da fuori provincia e regione, consentite dalle nuove normative. Notevole, dunque, l’impegno degli agenti della polizia provinciale distribuiti su tutto il territorio con turni di vigilanza sin dalle prime ore del mattino e fino a tarda sera.
Proprio in vista di questo appuntamento, si era svolto, nei giorni antecedenti, un incontro presso la sede della stessa Provincia con tutti i rappresentanti delle associazioni e del volontariato al fine di meglio organizzare e coordinare la vigilanza nei mesi in cui si svolgerà l’attività venatoria.

Nella giornata di apertura non si sono registrati particolari episodi di indisciplina. Sono stati effettuati oltre 300 controlli ed accertati dagli agenti della polizia provinciale 36 illeciti di carattere amministrativo.
La maggior parte delle violazioni sono state relative al mancato rispetto delle distanze da strade o abitazioni, irregolarità nel pagamento delle tasse di concessione per l’esercizio venatorio o nelle annotazioni dei capi abbattuti sul tesserino regionale, alla presenza di fucile fuori custodia all’interno dell’autoveicolo e, a fine giornata, qualche cacciatore attardatosi oltre l’orario di chiusura.

Prima ancora di domenica scorsa, la polizia provinciale aveva svolto turni di vigilanza notturna mirati alla prevenzione del bracconaggio notturno. E’ stato così che all’alba di sabato mattina, nel comune di Murlo, sono stati individuati e denunciati due cacciatori provenienti da fuori provincia che, interpretando in modo del tutto personale l’esercizio della caccia agli ungulati, si servivano della propria auto e di fonti luminose (notoriamente vietate) per andare alla ricerca di selvaggina.
Il loro “safari notturno” si era a quel momento concretizzato con l’abbattimento di un capriolo, ma l’intervento degli agenti provinciali ha interrotto quella illecita battuta di caccia.

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