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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Agro-Environmed: sei le aziende toscane coinvolte nel progetto europeo

Come ridurre gli sprechi energetici e modificare la gestione degli scarti

SIENA. Aumentare il livello tecnologico presente negli impianti, così da ridurre gli sprechi energetici, e modificare la gestione degli scarti della lavorazione dei formaggi, in modo da trasformare il costo per lo smaltimento in una ulteriore possibilità di guadagno. Sono questi i consigli che sono stati dati alle 6 aziende Toscane del settore lattiro-caseario che hanno preso parte al progetto europeo Agro-Environmed per l’innovazione e l’eco-sostenibilità nel settore agricolo e l’incremento dell’efficienza nelle aziende. Hanno partecipato la Fattoria Sant’Anna di Monteroni d’Arbia, il Caseificio Pro-Lat nella montagna pistoiese, il Caseificio Sociale di Manciano nell’entroterra maremmano, il caseificio Putzulo di Torrita di Siena, la Fattoria Buca Nuova di Pienza e il caseificio Salcis di Siena

L’incontro è consistito nell’analisi, passo per passo, dei momenti produttivi e di realizzazione dei prodotti commercializzati. Per ogni fase l’esperto di innovazione ha verificato gli standard energetici e i consumi realizzati individuando buone prassi e criticità, così da potere fare proposte interessanti, convenienti e facilmente realizzabili per le aziende.

Tutti i caseifici hanno espresso la volontà di razionalizzare i consumi energetici ed idrici e di arginare il quantitativo di acque scaricate. I dati raccolti dall’esperto hanno, infatti, evidenziato potenziali margini di miglioramento riguardo le performance ambientali delle aziende. Le azioni per migliorare i propri standard potranno riguardare tanto gli impianti utilizzati, quanto la gestione del processo di lavorazione e del personale dipendente. Tra le proposte avanzate,l’istallazione di sensori per il risparmio di energia elettrica e il recupero di calore dai motori delle celle frigorifere e delle condense dall’impianto di pastorizzazione e dai doppifondi della ricotta. Ma non solo, per limitare la dispersione energetica è stato proposto alle aziende di coibentare le tubazioni adibite al trasporto di acqua calda e di collocare le unità motocondensanti delle celle frigorifere in posizione ombreggiata. Non ultimo suggerimento, un’attività di formazione e informazione del personale dipendente.

Dallo studio è emerso anche che, mentre le acque di lavaggio degli impianti vengono smaltite in modo diverso da azienda ad azienda, il siero residuo dalla lavorazione del latte viene sempre destinato ad allevamenti di suini per l’alimentazione degli animali, andando a rappresentare un costo in termini di trasporto. La proposta dell’esperto in innovazione è quella di utilizzare questa risorsa per la produzione di proteine in polvere, così da trasformare i resti della produzione in una ulteriore fonte di guadagno. Questa prassi è oggi particolarmente utilizzata da Francia, Germania e Olanda, leader mondiali nella produzione di proteine in polvere.

(Foto tratte dal sito Salcis)

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