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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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A ben vedere… c’è bisogno di solidarietà

La Giornata Braille dell'Unione Ciechi col sostegno della Robur

SIENA. “Sì è vero che ho avuto una vita ben movimentata…Ora le racconto che cosa mi è capitato in Persia (allora non si chiamava Iran e c’era lo Scià, con la seconda moglie Farah Diba). Giravo il mondo a progettare e costruire stabilimenti per produrre apparecchi sanitari e stavo impiantandone uno a circa ottanta chilometri da Teheran. Era estate e faceva un caldo terribile; ero nel mezzo di un pomeriggio di lavoro – in canottiera e calzoncini al colmo dell’informalità – mi avvertirono di andare all’ingresso dello stabilimento, con la massima urgenza.

Così com’ero mi precipito e scopro, con orrore, che era venuta a vedere l’avanzamento dei lavori, la moglie del committente – un tycoon persiano, strettamente legato alla corte dello Scià, tanto che la sua consorte (la signora che mi era venuta a trovare) era addirittura amica personale di Farah Diba; cosicché la signora in questione, in buon francese, voltandosi a metà verso l’altra persona, rimasta un po’ indietro, mi annuncia: “ingegnere, posso presentarla alla nostra Imperatrice?!”. Può dunque immaginare che cosa ho provato, nel fare il baciamano all’Imperatrice di Persia, stando in canottiera e shorts!”-

Italo, il vivace ingegnere che mi racconta, con una certa civetteria, questo episodio della sua passata vita di lavoro, sta inesorabilmente perdendo la vista (“per fortuna però accade lentamente!”, mi dice), a causa di una malattia degenerativa che lo affligge da anni: l’ho incontrato alla conferenza stampa che si è tenuta in occasione della giornata “Braille”, in cui Massimo Vita – Presidente della UIC di Siena – vuole rilanciare, con energia e determinazione, l’attenzione nei confronti della cecità. Un mondo, quello dei non vedenti e degli ipovedenti, che non vuole essere ‘a parte’.

È questo un momento tormentato e difficile per richiedere solidarietà, per richiamare i cittadini ad attività di volontariato, per distogliere l’attenzione dai frangenti quotidiani, ma l’interesse per i problemi vissuti da chi non vede e da quelli – sempre di più con l’invecchiamento della popolazione – che perdono la vista in età vecchia, sarebbe d’aiuto per gli interessati, ma significa anche fare prevenzione e contenere la spesa sanitaria, migliorare tutto il tessuto sociale. Inoltre i non vedenti possono (vogliono) dare un contributo notevole alla società civile e alla crescita culturale della comunità. Non è retorico affermare che dare una mano attivamente – un’ora del proprio tempo – può avere un ritorno molto gratificante. Provare per credere!

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