Cosa sapere e come intervenire in sicurezza
A Lodi e in molti comuni della provincia, una larga parte del patrimonio edilizio risale agli anni precedenti al 1994, quando l’uso del cemento-amianto era ancora pienamente consentito. Tra le componenti in cui l’Eternit veniva impiegato con maggior frequenza ci sono braghe, pluviali e scarichi, spesso nascosti dietro tramezzi, nei cavedi, negli scantinati o nelle colonne montanti dei bagni.
La loro presenza può passare inosservata per decenni, finché una rottura o un intervento di manutenzione non porta alla luce un materiale che, se maneggiato in modo improprio, può risultare pericoloso.
Perché le tubazioni in cemento-amianto sono ancora diffuse
Prima del divieto, l’Eternit era considerato un materiale pratico, resistente e ideale per canalizzazioni e scarichi condominiali. La provincia di Lodi, con ampie zone residenziali costruite tra gli anni ’60 e ’80, mantiene dunque una percentuale significativa di tubazioni originali in cemento-amianto.
Il problema emerge quando queste condotte:
- si rompono, generando infiltrazioni;
- presentano crepe o giunti deteriorati;
- devono essere sostituite per lavori idraulici o ristrutturazioni;
- vengono accidentalmente danneggiate da interventi non autorizzati.
A differenza delle normali tubazioni, quelle in amianto non possono essere tagliate, abrase o rimosse senza un protocollo specifico: il rischio è la dispersione di fibre nell’aria, pericolose se inalate.
Quando la rimozione diventa urgente
A Lodi e nei comuni limitrofi, molti amministratori condominiali, idraulici e imprese edili segnalano che i casi più frequenti di intervento riguardano:
- braghe in eternit che si rompono all’interno delle colonne montanti;
- pluviali ormai deteriorati dall’esposizione agli agenti atmosferici;
- scarichi verticali che manifestano perdite o cedimenti.
Il deterioramento naturale dei materiali — spesso dopo 40 o 50 anni — può rendere impossibile ogni altro tipo di lavoro finché la tubazione non viene rimossa in sicurezza.
Come avviene un intervento autorizzato di rimozione dell’Eternit
La normativa italiana prevede che qualsiasi operazione su materiali contenenti amianto sia svolta da personale qualificato e con un piano di lavoro approvato dagli enti competenti. Le procedure seguono passaggi rigorosi, pensati per garantire la sicurezza di residenti, tecnici e ambiente.
1. Analisi preliminare
Un tecnico individua il tratto di tubazione in cemento-amianto, verificandone posizione, stato di conservazione e modalità migliori per l’intervento. Nei casi più complessi, vengono utilizzati strumenti per localizzare i tratti nascosti nei muri o nei cavedi.
2. Allestimento dell’area
L’area di intervento viene isolata tramite confinamento locale e sistemi di depressione, così da impedire qualunque dispersione di fibre.
3. Rimozione controllata
Il tratto di tubazione — che si tratti di braga, pluviale o scarico — viene distaccato senza tagli o abrasioni, evitando rotture che possano liberare fibre nell’aria.
4. Imballaggio e smaltimento
I materiali vengono sigillati secondo le norme vigenti e avviati a discariche autorizzate. Ogni passaggio è tracciato.
5. Analisi dell’aria
Al termine, vengono effettuati campionamenti per verificare che l’ambiente sia nuovamente sicuro e privo di fibre aerodisperse.
6. Documentazione finale
Al proprietario o all’amministratore vengono consegnati:
- certificato di restituibilità dell’area;
- copia della notifica agli enti sanitari competenti (ATS/ASL);
- analisi delle fibre aerodisperse;
- documentazione di smaltimento.
7. Preparazione all’intervento successivo
L’area viene resa pronta per l’installazione della nuova tubazione — generalmente in PVC — da parte dell’idraulico o dell’impresa incaricata.
Chi è maggiormente coinvolto nel Lodigiano
Nella realtà locale, le situazioni più frequenti che portano alla scoperta di tubazioni in amianto sono:
- lavori di ristrutturazione di bagni e cucine;
- sostituzione di colonne montanti in condomini degli anni ’70-’80;
- interventi per infiltrazioni o perdite improvvise;
- manutenzioni in edifici pubblici datati;
- attività in scantinati con impianti originali non più conformi.
Amministratori condominiali, imprese edili, idraulici e proprietari di abitazioni possono trovarsi di fronte a materiali in Eternit senza averne avuto conoscenza prima dell’apertura delle murature.
Perché non bisogna improvvisare
Il taglio o la rottura delle tubazioni in amianto può rilasciare fibre che restano sospese nell’aria e possono essere inalate da chi vive o lavora nelle vicinanze.
Per questo motivo la legge vieta qualsiasi intervento fai-da-te o non autorizzato.
La rimozione deve essere affidata a operatori che possiedano:
- formazione specifica;
- attrezzature idonee;
- autorizzazioni previste dalla normativa;
- procedure certificate di sicurezza e smaltimento.
Solo in questo modo si può garantire un intervento realmente sicuro e conforme.
Un percorso chiaro per cittadini e amministratori
Per i residenti della provincia di Lodi, riconoscere un possibile tratto di tubazione in cemento-amianto non è semplice: spesso si tratta di materiali nascosti, inglobati nelle murature.
Se c’è il sospetto della presenza di Eternit, è consigliabile:
- richiedere un sopralluogo tecnico per la verifica;
- evitare interventi di rottura o foratura;
- attivare una procedura di rimozione professionale con aziende qualificate come MBA Ambiente Milano;
- programmare la sostituzione con nuovi materiali a norma.
La prevenzione — insieme a una corretta gestione dei materiali — resta il modo più efficace per evitare rischi e garantire la sicurezza degli edifici.
Richiesta di interventi urgenti o preventivi
Quando si scopre una braga, un pluviale o uno scarico in eternit deteriorato, è fondamentale non procedere in autonomia e non permettere interventi non autorizzati.
Le tubazioni in cemento-amianto devono essere trattate secondo protocolli precisi, che tutelano la salute delle persone e l’ambiente circostante.
È possibile richiedere un sopralluogo urgente o un preventivo per valutare le condizioni del materiale e stabilire il tipo di intervento necessario.
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