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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Screening audiologico su 26mila neonati: dieci anni di impegno per salvare dalla sordità

SIENA. Festeggia un risultato importante lo screening audiologico neonatale del policlinico Santa Maria alle Scotte, esperienza unica in Toscana per le sue dimensioni: in 10 anni di attività sono stati visitati 26.000 neonati e molti sono stati salvati dal vivere in un mondo sensoriale privo di suoni.
Un traguardo raggiunto grazia alla professionalità dell’otorinolaringoiatra Bruno De Capua e del neonatologo Claudio De Felice, con la collaborazione dell’Azienda USL 7 e dell’Istituto per Sordomuti “Tommaso Pendola”.
“L’orecchio di un neonato – spiega De Capua – è piccolo quanto una nocciolina ma può nascondere insidie che solo un attento screening è in grado di individuare”. In questi anni sono stati identificati 42 casi di sordità congenita, 24 dei quali con sordità
bilaterali e profonde
, grazie all’attività effettuata nei punti di nascita di Siena, Campostaggia e Montepulciano.
“Lo screening – aggiunge De Felice – ha fornito anche importanti risultati epidemiologici. Sappiamo adesso che la sordità congenita è una fra le più frequenti anomalie neonatali: infatti, circa 1 neonato su mille è affetto da sordità grave bilaterale, oltre 1 su 2000 ha una sordità congenita unilaterale grave e circa uno ogni 6600 presenta una neuropatia auditiva, una rara condizione di sordità congenita in cui è compromessa la trasmissione del segnale dall’orecchio interno al cervello”.
Un punto di forza del modello senese è l’esperienza e l’affiatamento del team, composto fin dall’inizio, oltre a De Capua e De Felice, dagli audiometristi Daniele Costantini, della U.O. Riabilitazione Funzionale della Azienda USL 7 di Siena, e Carla Martufi dell’Otorinolaringoiatria delle Scotte. L’indagine effettuata si articola su tre livelli. Il primo prevede la registrazione dell’attività della coclea in tutti i neonati entro i primi giorni di vita mediante otoemissioni acustiche. Nel secondo livello rientrano solo i bambini con valori anormali che, dopo 7-10 giorni, vengono sottoposti di nuovo al test. Nel terzo, infine, sono inclusi quei neonati che non hanno una risposta adeguata anche dopo il secondo test.
“Scopo primario dello screening – conclude De Capua – è ottenere prima possibile la riabilitazione uditiva nei casi con sordità congenita bilaterale grave. Recenti indicazioni della letteratura internazionale suggeriscono il terzo mese di vita quale limite ideale per intervenire”.

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