Lo afferma il ministro al confronto “Biotecnologie, opportunità e sfide per il Made in Italy”
SIENA. “Le biotecnologie stanno trasformando profondamente la medicina contemporanea e rappresentano un ambito strategico per lo sviluppo scientifico, sanitario e industriale dell’Italia”. Lo ha sottolineato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, aprendo i lavori dell’evento promosso dalla Fondazione Biotecnopolo di Siena nell’ambito della Giornata Nazionale del Made in Italy. Nell’auditorium della Fondazione si è tenuto il confronto “Biotecnologie, opportunità e sfide per il Made in Italy”, inserito nel programma delle iniziative coordinate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Al centro il ruolo crescente delle scienze della vita come componente strutturale del sistema Paese. Il Ministro ha espresso apprezzamento per il lavoro della Fondazione, definendola “un esempio concreto della capacità di integrare ricerca, sviluppo tecnologico e applicazione clinica”, con un contributo rilevante anche nel campo della resistenza antimicrobica. “L’Italia può contare su competenze e infrastrutture di alto livello, alimentate dal lavoro quotidiano di ricercatrici e ricercatori”, ha aggiunto, richiamando la necessità di continuare a investire su ricerca e capitale umano. “La salute è una componente strategica per la sicurezza e la stabilità di una Nazione. Investire nella formazione e creare condizioni attrattive per chi fa ricerca significa rafforzare il ruolo dell’Italia nel panorama europeo e globale”, ha affermato Schillaci.
L’iniziativa della Fondazione Biotecnopolo di Siena si inserisce in questo quadro, con l’obiettivo di contribuire al rafforzamento del Made in Italy scientifico, valorizzando un ecosistema che unisce infrastrutture, ricerca e competenze.
“Penso che il Biotecnopolo rappresenti una vera e propria cintura di sicurezza per l’Italia – ha detto nel corso del suo intervento Alberto Mantovani, vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità -. La sostenibilità del nostro sistema sanitario dipende da molti fattori: dall’appropriatezza, dalla qualità, dall’efficienza, ma anche dalla ricerca. Se noi siamo e saremo soltanto utilizzatori della ricerca altrui, il nostro sistema sanitario non reggerà. Ecco perché il Biotecnopolo è un luogo strategico. Luogo nel senso di luogo di cervelli, un presidio fondamentale per il futuro del Paese”.
Al centro dei lavori anche il ruolo delle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale. Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, ha richiamato il sistema della ricerca ad avere una visione più ampia: “Le biotecnologie oggi sono uno dei motori dell’economia del futuro e la Fondazione Biotecnopolo con i suoi gruppi di ricerca è in prima linea per rafforzare questo comparto. L’Italia ha competenze straordinarie ma le esperienze internazionali ci insegnano che è indispensabile fare rete. Le biotecnologie emergono così come uno dei pilastri del Made in Italy contemporaneo. Non solo i settori tradizionali ma la filiera delle scienze della vita come driver capace di trasformare la conoscenza in valore pubblico. Solo così si rafforzano i risultati e si valorizza davvero il sistema Italia”.
Il direttore generale della Fondazione Biotecnopolo Gianluca Polifrone ha poi sottolineato che “L’ambizione della Fondazione è connettere in modo stabile università e industria, creando un ponte tra formazione, ricerca e sviluppo. La sfida è formare giovani eccellenti e offrire loro le condizioni per restare in Italia. Allo stesso tempo vogliamo rafforzare il trasferimento tecnologico. Dalla ricerca all’applicazione concreta. Dal paper al brevetto”.
Nel corso dell’evento è stato presentato anche un filone di ricerca tra i più avanzati seguiti dalla Fondazione. L’intervento scientifico di Claudia Sala, responsabile del laboratorio di biologia molecolare della Fondazione Biotecnopolo di Siena, ha illustrato il lavoro portato avanti insieme al gruppo guidato da Rappuoli sul batterio Klebsiella pneumoniae. Un patogeno tra i più critici nel quadro della resistenza antimicrobica. Un terreno su cui si gioca una partita decisiva per la salute globale. Il lavoro si inserisce in una linea di ricerca che punta a sviluppare nuove soluzioni contro i batteri resistenti. Anticorpi, vaccini e approcci innovativi. Un impegno che conferma il ruolo del Biotecnopolo come piattaforma di ricerca avanzata dove le competenze si incontrano e dove la ricerca diventa risposta concreta.




