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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Danza in corsia: mercoledì 13 maggio l’ultimo incontro alle Scotte

Si conclude così la prima parte del progetto ideato dal Maestro Marco Batti tramite la Compagnia del Balletto di Siena ed inserito nelle progettualità di welfare culturale per l'umanizzazione delle cure dell'AOU Senese

SIENA. Si conclude la prima parte del progetto “Danza in Corsia”, ideato dal Maestro Marco Batti tramite la Compagnia del Balletto di Siena ed inserito nelle progettualità di welfare culturale per l’umanizzazione delle cure dell’AOU Senese, curate dall’UOC Comunicazione Informazione e Accoglienza.

Mercoledì 13 maggio 2026, negli spazi di attesa dei pazienti dei reparti di Immunoterapia Oncologica, Malattie dell’Apparato Respiratorio, Chirurgia Toracica e Trapianto di Polmone (Lotto 1 – Piano 3 del Policlinico Santa Maria alle Scotte), andrà in scena il quarto e ultimo incontro del ciclo 2026.

Protagonisti dell’appuntamento saranno i primi ballerini del Balletto di Siena Chiara Gagliardo e Giuseppe Giacalone che, sotto la direzione artistica del Maestro Marco Batti, interpreteranno un pas de deux tratto da Don Chisciotte, su musiche di Ludwig Minkus. Un balletto vivace e brillante, scelto per concludere il percorso con un momento di energia, leggerezza e vitalità, capace di coinvolgere il pubblico presente.

Con questo ultimo appuntamento si chiude un ciclo che, anche per il 2026, ha registrato una partecipazione ampia e sentita da parte di pazienti, familiari e professionisti sanitari. Le esibizioni, ospitate negli spazi di cura, hanno trasformato per alcuni minuti l’attesa e la quotidianità ospedaliera in occasioni di incontro, emozione e condivisione.

“Danza in Corsia”, avviato in forma sperimentale nel 2025 e progressivamente strutturato grazie alla collaborazione tra AOU Senese e Balletto di Siena, si conferma come un’esperienza significativa di integrazione tra cultura e sanità. Attraverso il linguaggio universale della danza, il progetto ha contribuito a promuovere il benessere emotivo e relazionale delle persone coinvolte nel percorso di cura.

Il bilancio di questa edizione evidenzia il valore di iniziative capaci di portare l’arte nei luoghi della cura, offrendo momenti di sollievo e partecipazione e contribuendo a rendere l’ambiente ospedaliero più accogliente e attento alla persona. I risultati ottenuti, in termini di partecipazione e riscontro, sono stati accompagnati anche da un’attenzione significativa da parte della stampa di settore, con articoli dedicati su riviste specializzate come DanzaSì – pag. 24/28 – (https://drive.google.com/file/d/1uBjYDoRM6iDdLQyHBCQOczWAH6c6ifer/view?usp=sharing), DanzeHallNews (https://www.dancehallnews.it/il-balletto-di-siena-lancia-danza-in-corsia-per-curare-anche-con-la-cultura/) e Il Giornale della Danza (https://giornaledelladanza.com/danza-in-corsia-liniziativa-del-balletto-di-siena-di-marco-batti/). Un interesse che contribuisce a collocare “Danza in Corsia” tra le esperienze più rilevanti nel panorama nazionale delle progettualità che integrano cultura e salute, rafforzando la volontà di consolidare e sviluppare ulteriormente l’iniziativa.

«Concludere questo percorso con Don Chisciotte significa portare in corsia un messaggio di energia, speranza e leggerezza – sottolinea il direttore artistico Marco Batti –. In questi mesi abbiamo visto quanto la danza sia capace di creare relazione, emozione e vicinanza anche in contesti complessi come quelli ospedalieri. “Danza in Corsia” è stata un’esperienza profondamente significativa, che ci auguriamo possa continuare e crescere nel tempo, raggiungendo sempre più persone e arricchendosi di nuove possibilità».

L’esperienza maturata nel corso degli appuntamenti conferma la volontà dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese di proseguire e rafforzare il percorso di umanizzazione delle cure, anche attraverso la collaborazione con le realtà culturali del territorio, con l’obiettivo di sviluppare progettualità sempre più strutturate e incisive. Il progetto proseguirà in autunno con iniziative rivolte ai piccoli pazienti.

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