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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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A Monteroni la PA Valdarbia invita a conoscere la sindrome del Bambino Scosso

Appuntamento sabato 11 aprile alle 17,30 presso la sede dell'associazione di volontariato a Monteroni d'Arbia

MONTERONI D’ARBIA. Oltre 150 città coinvolte, infopoint con operatori sanitari e monumenti storici illuminati di arancione. L’11 e il 12 aprile tornano le Giornate nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), per accendere i riflettori su un trauma cerebrale che, in un caso su quattro, può portare al coma o alla morte del bambino.

La Pubblica Assistenza Val d’Arbia, grazie all’impegno del gruppo Formazione e del personale medico e infermieristico volontario dell’Ambulatorio Infermieristico Solidale recentemente istituito, promuove ed organizza un incontro informativo dedicato alla prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso. L’appuntamento è per sabato 11 aprile alle ore 17.30 presso la sede sociale in via IV novembre n. 147 a Monteroni d’Arbia.

“La nostra adesione – spiega Massimiliano Fioravanti, Presidente della Pubblica Assistenza Val d’Arbia – non è un evento isolato, ma la prosecuzione di un percorso che ci ha visto già impegnati in passato su questo fronte con eventi ed iniziative di carattere informativo e divulgativo. Crediamo fermamente che la consapevolezza sia la prima forma di soccorso: per questo continuiamo a investire con convinzione in formazione e informazione, convinti che fornire ai genitori gli strumenti per gestire i momenti di criticità possa fare la differenza. Quest’anno, grazie al nostro gruppo Formazione e alla competenza dei professionisti del nuovo Ambulatorio Infermieristico Solidale, aggiungiamo un tassello a questo impegno. Sabato 11 aprile apriremo le porte della nostra sede per un incontro con la cittadinanza: in un panorama nazionale dove la Sindrome del Bambino Scosso è ancora poco conosciuta e spesso sottovalutata, la Pubblica Assistenza Val d’Arbia vuole essere un presidio di sicurezza e un punto di riferimento per tutte le famiglie del territorio.”

Promosse da Terre des Hommes e SIMEUP (Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica), le Giornate rappresentano l’evento centrale della campagna NONSCUOTERLO!, nata nel 2017 per informare e sensibilizzare sulla Shaken Baby Syndrome: una condizione grave che può derivare dallo scuotimento violento di un neonato, spesso in risposta a un pianto inconsolabile. Un gesto che può avere conseguenze gravissime, ma che può essere evitato con una corretta informazione.

L’iniziativa, che nell’edizione 2026 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, è resa possibile grazie al coinvolgimento e al supporto operativo della Società Italiana di Pediatria (SIP), dell’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (ANPAS), della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), della Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile. Quest’anno aderiscono all’iniziativa anche l’Associazione culturale pediatri (ACP), l’Associazione Italiana Massaggio Infantile (AIMI), l’Associazione Nazionale per l’Assistenza del Bambino in Ospedale (ANABO), la Federazione Nazionale Ordini e Professioni Infermieristiche (FNOPI) e Federfarma Milano, Lodi, Monza, Brianza, Foggia, Sassari e Verona, le cui farmacie diffonderanno video e materiali informativi della campagna.

LE GIORNATE NAZIONALI DELLA PREVENZIONE DELLA SINDROME DEL BAMBINO SCOSSO

La Shaken Baby Syndrome è ancora poco conosciuta in Italia, eppure bastano pochi secondi e una perdita momentanea del controllo per provocare conseguenze gravissime. È proprio da questa consapevolezza che nasce l’impegno delle Giornate nazionali: portare informazione chiara e accessibile a chi si prende cura dei più piccoli, perché con pochi e semplici gesti si può evitare una situazione di rischio e salvare la vita di un bambino. Per questo, medici, infermieri e volontari incontreranno migliaia di genitori e caregiver per distribuire materiali informativi e le simboliche palline antistress arancioni della campagna, che ricordano l’importanza di fermarsi e mantenere il controllo nei momenti di maggiore difficoltà. Gli infopoint saranno attivi in ospedali, ambulatori e farmacie, ma anche nelle piazze e nei centri commerciali, con un infopoint anche sul traghetto per le Isole Eolie. E nelle stesse ore il messaggio arriverà anche dai luoghi simbolo del nostro territorio e del Paese: l’11 e 12 aprile molti monumenti storici italiani si illumineranno di arancione trasformando città e piazze in un segnale visibile e diffuso, capace di accendere l’attenzione su tutto il territorio nazionale.

COS’E’ LA SINDROME DEL BAMBINO SCOSSO

È una grave forma di trauma cerebrale che deriva dallo scuotimento violento, anche solo per pochi secondi, di un bambino in tenera età in risposta a un pianto inconsolabile percepito come insostenibile. Tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, infatti, il pianto dei lattanti raggiunge il periodo di massima intensità e può assumere caratteristiche tali per durata e imprevedibilità da innescare grande esasperazione nel genitore o in chi si sta occupando del bambino. I neonati in questa fascia d’età sono particolarmente vulnerabili, ma la Sindrome del Bambino Scosso può colpire fino ai due anni di vita compromettendo per sempre il futuro e la crescita del bambino; i danni sono gravissimi, tra cui cecità, tetraplegia, disturbi dell’apprendimento e del coordinamento motorio e in 1 caso su 4 il coma o la morte. La Sindrome del Bambino Scosso è difficile da diagnosticare, così che spesso i bambini arrivano in Pronto Soccorso dopo esserne stati esposti più volte, prima che venga riconosciuta come riporta la “Prima indagine sui casi di bambini e bambine vittime di Shaken Baby Syndrome in Italia” realizzata da Terre des Hommes e dalla Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile.

COME PREVENIRE LA SHAKEN BABY SYNDROME

Se il pianto del proprio bambino diventa insostenibile e si è fatto tutto quanto possibile per calmarlo, verificando il suo stato di salute e le sue esigenze primarie, bisogna lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi, fino a quando non si è riacquistato il controllo delle proprie emozioni. Ma non scuoterlo mai. Se possibile, chiamare qualcuno, un amico o un famigliare che possa dare un supporto anche solo momentaneo. Questo può fare la differenza nella vita di un bambino.

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