Perché il caso Niscemi riguarda anche Siena e la provincia
Foto di repertorio di Umberto De Santis
SIENA. La gigantesca frana che sta devastando Niscemi, in Sicilia, con un fronte di quattro chilometri e un’intera collina che scivola verso valle, è un campanello d’allarme che riguarda da vicino anche territori apparentemente più stabili come Siena e la sua provincia. L’evento siciliano, descritto dagli esperti come il risultato di decenni di rischio idrogeologico sottovalutato e aggravato da condizioni climatiche sempre più estreme, ricorda quanto anche le aree collinari toscane siano esposte a dinamiche simili.
Un territorio complesso, tra argille, sabbie e pendii instabili
La provincia di Siena è caratterizzata da un mosaico geologico complesso: argille, sabbie, depositi pliocenici, versanti modellati da secoli di erosione e urbanizzazioni spesso vicine ai crinali (esempi: Pienza, Pitigliano). Non è un caso che la Regione Toscana abbia avviato già dal 2006 un vasto programma di indagini geognostiche, geofisiche e sismiche, poi validate dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Siena, per mappare con precisione le zone più vulnerabili e comprendere la dinamica dei terreni. Queste analisi hanno confermato che molte aree del territorio senese presentano condizioni simili a quelle che, in altri contesti, possono favorire frane da scorrimento come quella di Niscemi:
- strati alternati di materiali permeabili e impermeabili,
- accumulo di acqua nei livelli argillosi,
- pendii ripidi e urbanizzazioni storiche vicine ai bordi dei versanti,
- drenaggi insufficienti o alterati nel tempo.
È un quadro che richiede attenzione costante, soprattutto in un’epoca in cui eventi meteorologici intensi possono accelerare processi già in atto.
Il sistema di monitoraggio attivo dal 2016: Siena come modello di prevenzione
Proprio per prevenire scenari critici, dal 2016 il Comune di Siena ha attivato una banca dati geologica che raccoglie e aggiorna tutte le indagini geognostiche, geofisiche e idrogeologiche effettuate sul territorio dagli anni ’80 al 2020 . Si tratta di uno strumento unico in Toscana per ampiezza e continuità, pensato per:
- monitorare l’evoluzione dei terreni,
- supportare la pianificazione urbanistica,
- valutare il rischio frane e cedimenti,
- fornire dati a professionisti, imprese e cittadini,
- guidare interventi di prevenzione e messa in sicurezza.
Il dataset è consultabile online e comprende sia dati puntuali (sondaggi, perforazioni, prove geotecniche) sia dati lineari (rilievi, sezioni, tracciati). La Regione Toscana integra questo patrimonio con ulteriori verifiche scientifiche e controlli di qualità, rendendo il sistema senese uno dei più avanzati nel monitoraggio del rischio idrogeologico a livello locale .
Perché il caso Niscemi riguarda anche Siena
La frana siciliana ha mostrato come un dissesto noto da decenni possa trasformarsi in un disastro quando non viene monitorato con continuità. A Niscemi, l’intera collina sta scivolando verso valle e oltre 1.500 persone sono state evacuate, con edifici destinati al crollo e un processo ancora in corso di cui non si riesce a immaginare un esito finale.
Siena, pur non vivendo una situazione simile, condivide alcune caratteristiche geologiche che rendono fondamentale la prevenzione:
- presenza di terreni argillosi soggetti a rigonfiamento e scorrimento,
- centri storici costruiti su crinali,
- viabilità che attraversa versanti potenzialmente instabili,
- incremento delle piogge intense legate ai cambiamenti climatici.
Il sistema di monitoraggio attivo dal 2016 rappresenta quindi una barriera fondamentale per evitare che criticità latenti possano degenerare.
Conclusione: prevenire oggi per evitare emergenze domani
Il caso di Niscemi è un monito nazionale: il rischio idrogeologico non è un fenomeno improvviso, ma il risultato di processi lenti che richiedono memoria, dati e continuità di controllo. Siena e la sua provincia, grazie alla banca dati geologica e alle indagini validate dalla Regione, dispongono di strumenti preziosi per anticipare i problemi e intervenire prima che diventino emergenze. La sfida, ora, è mantenere questo sistema aggiornato, integrarlo con tecnologie moderne (satelliti, radar, sensori) e trasformare la prevenzione in una cultura diffusa, perché la sicurezza del territorio non è mai acquisita una volta per tutte, soprattutto a livello di coscienza politica perché è evidente a tutti che gli investimenti fatti oggi per prevenire il dissesto idrogeologico non sono interessanti dal punto di vista elettorale e di visibilità personale.
Questo il link della banca dati della città di Siena: Banca dati geologica | Comune di Siena



