Coldiretti aiuta le imprese agricole per il bando Pnrr
FIRENZE. Sì alle rinnovabili ma senza consumare suolo fertile. E’ il “credo” di Coldiretti Toscana che sostiene la necessità di accelerare con decisione sulla transizione energetica per abbattere una delle voci di costo più pesanti e rilanciare con l’autoproduzione la competitività del settore senza necessariamente dover barattare il futuro delle aree rurali. Un percorso che in Toscana hanno già intrapreso con successo quasi 8 mila imprese agricole principalmente installando impianti fotovoltaici sui tetti di fabbricati strumentali-rurali come stalle e magazzini per produrre energia pulita.
Una nuova decisiva spinta in ambito agricolo e rurale potrebbe arrivare dal nuovo bando del PNRR “Facility Parco Agrisolare” del Ministero delle Politiche Agricole, che investe nelle campagna quasi 800 milioni di euro per consentire alle imprese agricole, cooperative, ma anche comunità energetiche rinnovabili in forma aggregate di poter beneficiare di contributi a fondo perduto per stimolare la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica solare – insieme a sistemi di accumulo, colonnine per la ricarica ed altro – senza dover consumare nemmeno un centimetro di terra.
A rendere noto è Coldiretti Toscana che ha formato una task force per accompagnare per mano le imprese, dallo studio preliminare alla presentazione della domanda fino alla realizzazione dell’intervento stesso. “Le aziende agricole, grazie alla legge di orientamento voluta con lungimiranza da Coldiretti, oggi possono guidare la transizione energetica nella nostra regione e nel nostro Paese. – spiega la presidente regionale, Letizia Cesani – Il nuovo bando agrisolare è una grande opportunità per compiere un altro passo verso un sistema produttivo ancora più sostenibile, per l’ambiente, per le economie aziendali e per gli ambiziosi target della neutralità climatica. Negli ultimi dieci anni le imprese e cooperative agricole che auto producono l’energia sono più che triplicate. Il solare è sicuramente la principale tra le tecnologie insieme alle biomasse. E’ un segnale chiaro della sensibilità del nostro mondo”.
Il bando – come anticipato – prevede contributi a fondo perduto fino all’80% per i progetti selezionati tramite avvisi pubblici del Masaf e gestiti dal Gse. Gli interventi dovranno essere completati entro 18 mesi dalla concessione e comprendono non solo l’installazione dei pannelli fotovoltaici, ma anche lavori di bonifica dell’amianto, coibentazioni, sistemi di accumulo e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.
Le richieste dovranno essere inviate, pena l’irricevibilità, esclusivamen




