FIRENZE. In attesa della verifica completa di tutti i dati raccolti dalla Rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria della Regione Toscana nel 2025, Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, ha anticipato lo scorso 16 gennaio i dati rilevati per l’anno 2025 sugli elementi inquinanti storicamente più critici ovvero PM, biossido di azoto (NO2) e ozono (O3).
Le prime analisi evidenziano una generale diminuzione degli sforamenti da PM 10, PM 2,5 e biossido di azoto nelle varie province toscane, collegati anche alle strategie integrate attuate negli ultimi anni dalla Regione Toscana e dalle amministrazioni locali sul tema della qualità dell’aria. Dove attuate con maggior efficacia e in posizioni geografiche più favorevoli, le politiche di mobilità sostenibile e la transizione energetica dimostrano di produrre risultati concreti, come dimostrato ad esempio dalla riduzione delle emissioni di biossido di azoto a Firenze.
“Siamo soddisfatti di questi dati in miglioramento – dichiara l’assessore Barontini. Tuttavia non si può abbassare la guardia, poiché permangono criticità in alcuni livelli, ad esempio l’ozono, che supera i limiti normativi in alcune aree, e le concentrazioni di PM 10, in particolare nella piana di Lucca, dove la geografia e le condizioni meteorologiche favoriscono l’accumulo di inquinanti”.
Per contrastare le concentrazioni dei maggiori elementi che concorrono all’inquinamento dell’aria, la Regione Toscana ha attualmente due bandi attivi, a disposizione dei cittadini residenti nei 14 comuni dell’area di superamento in cui più frequentemente si registrano livelli di materiale particolato (PM 10) oltre i limiti normativi (Altopascio, Capannori, Lucca, Porcari, Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Montecatini Terme, Monsummano Terme, Montecarlo, Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese, Uzzano), finalizzati a migliorare la qualità della vita del territorio.
Il Bando Caminetti prevede fino a 3.000 euro per la riqualificazione di focolari aperti o la sostituzione di generatori obsoleti alimentati a biomasse legnose. Gli interventi ammessi contemplano l’installazione di apparecchi con certificazione ambientale minima di 4 stelle secondo il decreto ministeriale 186/2017, oppure l’adozione di pompe di calore.
Il Bando Casa a zero emissioni invece eroga contributi, in base all’ISEE del nucleo familiare, fino a 12.500 euro per la dismissione completa di impianti inquinanti – dai caminetti aperti alle caldaie a biomassa e a gasolio – e l’installazione di pompe di calore ad alta efficienza abbinate a sistemi fotovoltaici o solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria.
“C’è ancora molto lavoro da fare – conclude Barontini – per raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria e proteggere la salute dei cittadini toscani. Dobbiamo continuare a lavorare per implementare misure efficaci e a investire in politiche di riduzione delle emissioni, senza fermarci ai risultati pur positivi raggiunti”.



