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LAC: "Evitate la preapertura della caccia"

La Lega per l'abolizione della caccia invita la Provincia a soprassedere

SIENA. La LAC (LEGA ABOLIZIONE CACCIA) chiede alla Provincia di Siena di evitare la preapertura della stagione venatoria fissata per il primo settembre.

Non soddisfatti di assediare boschi e campagne per “appena”4 mesi e mezzo all’anno (che si prolungano automaticamente con la caccia di selezione che come quest’anno è iniziata a Giugno e finirà a Marzo, abbattimenti “a richiesta”ad ungulati ed alcune specie di uccelli in tutti i periodi dell’anno, permessi speciali ecc..), la nostra Provincia dà di nuovo parere favorevole alla preapertura della stagione venatoria. Non ne siamo certo stupiti, visto che anche l’anno passato è accaduto lo stesso, nonostante l’ISPRA avesse comunicato parere sfavorevole a riguardo.

E noi siamo nuovamente qui per chiedere alla nostra Provincia e alla nostra Regione di evitare questo appuntamento per alcune e semplicissime ragioni:

alcune delle specie oggetto di caccia sono ancora in un periodo sensibile, quello in cui le cure parentali determineranno la consistenza numerica delle popolazioni, altre sono in netto declino a livello europeo e per le quali dovrebbe essere assolutamente vietata la caccia (La tortora selvatica sta diminuendo in modo tangibile in ogni parte d’Europa per i massacri che subisce soprattutto in Africa);

Oggi al centro di recupero per animali selvatici di Rimini è giunto un nidiaceo di tortora e domenica inizia la preapertura proprio a questa specie. Considerato come è in ritardo questa nidificazione, e da pensare che molte altre specie siano ancora vincolate alle cure parentali.

l’equilibrio ecosistemico, reso instabile dalle condizioni climatiche ed ambientali degli anni passati , non può essere ad oggi considerato ristabilito o ottimale;

il territorio è ancora oggetto di tutte quelle attività caratterizzate da forte valore sociale ed economico (turismo, escursionismo ecc);

senza considerare che la consistenza numerica della maggior parte delle popolazioni delle specie oggetto di caccia, ad eccezione degli Ungulati, non è stata oggetto di censimenti ufficiali.

Chiediamo di annullare la preapertura dimostrando, almeno per una volta, di avere un briciolo di consapevolezza e di rispetto nei confronti delle risorse del proprio territorio, le poche che ancora resistono ai giochi di potere e ai favoritismi di un’Amministrazione che tutto dimostra tranne di saper gestire in maniera sostenibile il territorio che le dà da vivere.

Sono anni che le associazioni ambientaliste cercano di contrastare questa apertura anticipata del tutto illegittima, ma la forza di una parte del mondo venatorio, quella peggiore, avallata dal mondo politico sempre in cerca di voti e non di desiderio di amministrare al meglio un bene pubblico come la fauna selvatica

Andrea Cucini, delegato LAC  Siena

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