Dall'obiettivo di spegnerli a comprenderli, prevenirli e gestirli
FIRENZE. Antincendi boschivi, la stagione Aib 2026 in Toscana si apre con una macchina operativa pienamente efficiente, ma anche con la consapevolezza che il cambiamento climatico impone un’evoluzione importante. Con il documento “Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici per la gestione del rischio incendi boschivi” il sistema antincendi regionali compie un passo in avanti: dall’obiettivo di spegnere gli incendi a quello di comprenderli, prevenirli e gestirli in modo sempre più efficace attraverso la pianificazione, la conoscenza scientifica e la resilienza del territorio.
Il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore all’agricoltura Leonardo Marras hanno presentato la stagione Aib 2026 e uno studio del tutto innovativo nel panorama italiano sulle strategie da adottare per contrastare il rischio incendi alla luce dei cambiamenti climatici in atto.
Accanto alla pianificazione, resta centrale la piena operatività del sistema regionale: circa 4.000 volontari, 400 operai forestali, oltre 600 mezzi, fino a 10 elicotteri, la sala operativa regionale attiva 24 ore su 24, 7 Centri operativi provinciali, 180 direttori delle operazioni di spegnimento e i presidi estivi sulle isole. A questo si aggiunge il ruolo strategico della formazione presso il Centro regionale La Pineta di Tocchi, perché eventi sempre più complessi richiedono competenze sempre più specializzate.
Parte integrante della strategia regionale viene infine ritenuta l’adozione di comportamenti responsabili da parte dei cittadini, come il rispetto del divieto di abbruciamento e la consultazione del bollettino giornaliero del rischio incendi: “Solo unendo organizzazione, conoscenza scientifica, pianificazione e responsabilità condivisa – hanno spiegato Giani e Marras – possiamo rendere il territorio toscano più sicuro e più resiliente”.
L’evoluzione del rischio incendi
I dati del primo semestre 2026 confermano che gli incendi boschivi in Toscana non sono più un fenomeno confinato ai mesi estivi: tra gennaio e giugno se ne sono registrati 151. Tra questi l’episodio più significativo è stato quello del Monte Faeta, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, che con circa 660 ettari di bosco percorsi dal fuoco tra le province di Pisa e Lucca rappresenta certo un evento eccezionale per l’estensione raggiunta, ma anche e soprattutto in relazione al periodo dell’anno in cui si è verificato.
Il cambiamento climatico e il cambiamento dell’uso del suolo (l’abbandono delle aree agricole, le minori cure colturali nei boschi e la crescita delle zone di interfaccia urbano-rurale) stanno determinando l’allungamento della stagione a rischio, dando luogo a incendi più rapidi, più intensi e spesso simultanei, mettendo sotto pressione i sistemi antincendi boschivi mondiali.
Le “Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici ”
L’obiettivo è passare da una gestione prevalentemente reattiva a un sistema capace di anticipare il rischio, orientando le politiche di prevenzione e aumentando la resilienza del territorio; le strategie individuate costituiranno il riferimento per il nuovo Piano operativo regionale AIB 2027-2029.
In questo percorso si inseriscono anche le principali azioni già avviate dalla Regione: i 20 Piani Specifici di Prevenzione Aib, le Comunità Antincendi boschivi (Firewise), la Comunità del Bosco del Monte Pisano e il costante investimento nella prevenzione, cui è destinato circa il 40% delle risorse disponibili. Un punto specifico riguarda poi l’intervento previsto nell’area del Monte Faeta, per il quale è stato predisposto il progetto di fattibilità finalizzato agli interventi di salvaguardia post-incendio (il costo degli interventi è stimato in circa 400mila euro), come già era stato fatto per gli interventi di salvaguardia delle aree interessate dagli incendi più rilevanti degli ultimi anni: a Calci (Pisa) e a Massarosa (Lucca).
Sistema regionale antincendi boschivi: i numeri
Il sistema regionale antincendi boschivi è pronto ad affrontare la stagione estiva. Questi i numeri dell’organizzazione regionale: circa 4.000 volontari, 400 operai forestali, oltre 600 mezzi operativi, una flotta fino a 10 elicotteri, la Sala Operativa Unificata Permanente attiva 24 ore su 24, i sette Centri Operativi Provinciali, i 180 Direttori delle Operazioni di Spegnimento, le unità specialistiche e i presìdi estivi già attivati sulle isole di Capraia, Giglio e Pianosa. Sarà inoltre valorizzato il ruolo del Centro regionale “La Pineta”, unica struttura italiana dedicata esclusivamente alla formazione e all’addestramento antincendi boschivi.
Ulteriori servizi sono attivati in convenzione con la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco (per il reciproco supporto operativo) e con il Comando regionale dei Carabinieri Forestali per le attività di sorveglianza Aib.
Prevenzione e della responsabilità condivisa
Dal 13 giugno è in vigore il periodo a rischio incendi, con il divieto assoluto di abbruciamento dei residui vegetali fino al 31 agosto, salvo eventuali proroghe. E’ possibile consultare quotidianamente il bollettino regionale del rischio incendi, elaborato con il Consorzio LaMMA e il Cnr-Ibe: la collaborazione dei cittadini e la cura del territorio rappresentano una componente essenziale della strategia regionale.
Dato il contesto di grande evoluzione e variabilità, la formazione e l’addestramento assumono un ruolo strategico centrale. Il sistema regionale, già strutturato su percorsi professionalizzanti continui, consolida e rafforza questo approccio puntando ulteriormente sulla specializzazione delle figure operative per affrontare situazioni sempre più complesse e talvolta inedite e anche per assicurare una forza operativa numericamente adeguata, correttamente distribuita sul territorio, in grado di sostenere picchi di attività ed eventi simultanei.




