Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Frane e dissesto idrogeologico: Toscana all’avanguardia con monitoraggio satellitare

 

FIRENZE. Negli ultimi giorni il tema delle frane è tornato al centro del dibattito nazionale. La Regione Toscana è consapevole di operare in un contesto territoriale strutturalmente fragile e complesso e non rivendica soluzioni definitive, ma un impegno costante e concreto nella gestione del rischio, fondato su conoscenza scientifica, tecnologie avanzate e procedure operative consolidate.

Il punto della situazione sul territorio toscano nel suo complesso è stato fatto questa mattina nel corso di una conferenza stampa in Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente Eugenio Giani, dal sottosegretario Bernard Dika, dal direttore della Difesa del suolo e Protezione civile Giovanni Massini, coadiuvati da esperti come il professore Nicola Casagli docente del dipartimento di geologia dell’Università di Firenze, Lorenzo Sulli geologo dell’Autorità di bacino dell’Appennino settentrionale e da personale responsabile dei vari settori della Regione.

Secondo l’ultimo Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico, in Toscana le aree interessate da frane coprono oltre 16.500 km², pari a più del 72% del territorio regionale. Le aree a pericolosità elevata e molto elevata rappresentano circa il 21% della superficie regionale, una percentuale superiore alla media nazionale, anche in ragione di un livello di mappatura e approfondimento più avanzato rispetto ad altre aree del Paese.

I fenomeni franosi presentano caratteristiche molto diverse: alcuni evolvono lentamente nel tempo, altri possono manifestarsi in modo rapido e improvviso, spesso in concomitanza con eventi meteorologici estremi. Per questo la Regione Toscana ha scelto un approccio integrato, che unisce monitoraggio, prevenzione, pianificazione e gestione operativa. 

Dal 2018 la Toscana utilizza in modo strutturato il monitoraggio satellitare radar per l’individuazione delle frane lente. I dati, elaborati dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze e dal Centro per la Protezione Civile dell’Università degli Studi di Firenze, consentono di rilevare movimenti del suolo anche di pochi millimetri all’anno e vengono restituiti in un bollettino mensile a supporto delle decisioni degli enti locali. La Toscana è la prima e tuttora unica Regione in Italia ad aver trasformato questo sistema in uno strumento operativo di gestione del territorio. 

Secondo il presidente Giani: “Riguardo al tema delle frane, che il caso della Sicilia ha posto in grande evidenza proprio in questi giorni, la Regione Toscana si distingue a livello nazionale, perché è l’unica che ha implementato ormai da tempo un monitoraggio satellitare che consente di ‘leggere’ il territorio in modo tale da poter mettere in atto la prevenzione. Questo ci ha consentito di vedere la possibilità di intervenire negli ultimi 5 anni, da quando io sono presidente, in almeno 500 casi, arrivando a spendere per gli interventi sui movimenti franosi più di 200 milioni” ha detto sempre Giani, che ha aggiunto: “Quello che noi abbiamo fatto, è stato fatto con risorse nostre. Ma è evidente che se vi fosse una legge a livello nazionale che consente di finanziare per le Regioni il modello satellitare potremmo fare un salto di qualità in tutta Italia- ha concluso il presidente, che ha ringraziato la struttura diretta da Giovanni Massini, annunciando anche la disponibilità a una collaborazione con la Sicilia per implementare anche in quella terra colpita dai recenti eventi, la tecnologia satellitare, qualora fosse ritenuto di utilità.

Tra gli strumenti di monitoraggio e prevenzione messi in atto in Toscana vi è anche lo studio di suscettibilità da frana, realizzato dalla Commissione scientifica costruita a seguito dell’alluvione del Novembre 2023, che individua le aree maggiormente predisposte all’innesco di fenomeni franosi, in particolare quelli rapidi, fornendo indicazioni fondamentali per la pianificazione territoriale.

La gestione operativa è assicurata da procedure unitarie e da un tavolo operativo che coinvolge Regione Toscana, Autorità di Distretto dell’Appennino Settentrionale e Università di Firenze, garantendo coordinamento, rapidità e supporto tecnico ai Comuni sia in fase preventiva sia post-evento. Sul piano economico, attraverso risorse del bilancio regionale e della contabilità speciale del Commissario, la Toscana ha mobilitato negli ultimi 5 anni oltre 200 milioni di euro per oltre 500 interventi di prevenzione, messa in sicurezza e gestione delle emergenze legate al dissesto idrogeologico.

 

 
[banner_mobile]