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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Difesa del suolo: dalla Regione 28 milioni per il 2026

Giani ha illustrato le misure previste dal Documento operativo

FIRENZE. La difesa del suolo una delle priorità per la Regione, uno degli impegni che negli ultimi anni hanno modificato il modo di intervenire e la quantità di risorse da destinare. Soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici. Il presidente Eugenio Giani ne ha parlato stamattina, illustrando le misure previste dal Documento operativo per la difesa del suolo 2026, il Dods, che impiegheranno per il 2026 circa 28 milioni di euro per 46 interventi. A questi si aggiungono 60 milioni di euro provenienti dal PNRR, per interventi che si sono conclusi al 30 giugno 2026, e altri 25 arrivati dal Piano Nazionale 2025 (con procedure di affidamento dei lavori in corso), portando il totale a 113 milioni tra 2026 e 2027.

“La difesa del suolo è diventata una delle priorità assolute della Regione e una delle voci più importanti del nostro impegno nelle opere pubbliche – sottolinea Giani –. I cambiamenti climatici hanno modificato radicalmente lo scenario nel quale siamo chiamati a intervenire: eventi meteorologici sempre più intensi e concentrati ci impongono non soltanto di aumentare le risorse, ma di cambiare l’approccio alla sicurezza del territorio. Il Documento operativo per la difesa del suolo rappresenta un passaggio importante di questa strategia, con quasi 28 milioni di euro destinati a interventi che saranno realizzati direttamente dalla Regione attraverso il Genio Civile oppure insieme a Consorzi di bonifica, Comuni e altri enti del territorio. A queste risorse si affiancano gli interventi già portati avanti e le grandi opere sulle quali stiamo investendo, a partire dalle casse di espansione dell’Arno. Dopo Pizziconi, già realizzata, stiamo lavorando a Restone e a Prulli: opere strategiche che, una volta completate, consentiranno complessivamente di trattenere circa 15 milioni di metri cubi d’acqua in caso di piena, aumentando in maniera decisiva la sicurezza idraulica dell’Arno e dei territori a valle”.

Sostenibilità ambientale, cantierabilità e massima efficacia rispetto alla mitigazione del rischio idraulico ed idrogeologico sono alcuni dei criteri adottati per la progettazione in tutta la Toscana. Gli interventi sono di competenza regionale o realizzati con i Consorzi, i Comuni e le Province interessate, previa stipula di apposite convenzioni. 

“Oggi – prosegue Giani – la sfida non riguarda più soltanto i grandi fiumi. È necessario intervenire in maniera sempre più capillare sul reticolo idraulico minore, perché gli effetti dei cambiamenti climatici fanno sì che anche torrenti e corsi d’acqua di dimensioni ridotte possano diventare rapidamente un elemento di rischio. Servono nuovi argini, casse di espansione, interventi sugli alvei e soprattutto una conoscenza sempre più approfondita del territorio, accompagnata dalle risorse e dal personale necessari. Gli eventi degli ultimi anni ci hanno confermato che prevenire significa agire prima e farlo nei luoghi giusti. È questo il salto di qualità che la Toscana sta compiendo: mettere la sicurezza del territorio e dei cittadini al centro della programmazione regionale, con una capacità di investimento che nel 2026 arriverà complessivamente a circa 200 milioni di euro. La prevenzione non può più essere considerata un intervento straordinario: deve diventare una componente strutturale delle politiche pubbliche”.

Interventi Dods 2026

Interventi Piano Nazionale

Interventi PNRR

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